La morte prima di nascere
In ricordo di Michelangelo, bambino mai nato di Simona Monti, cittadina di Magliano Sabina (Rieti), uccisa nel massacro di Gulshan, Dhaka-Bangladesh, a inizio luglio.
Ho abbracciato la morte prima di nascere.
Io non ho paese né lingua né razza, non ho commesso né peccato né buone azioni. Ho ingoiato lacrime amare ancor prima di aver visto la bellezza della vita.
L’atmosfera della terra non ha avvelenato il mio primo respiro. Il primo regalo della terra è stato il mio ultimo respiro.
Mamma, tu sei stata la mia stanza dei giochi, la mia scuola, la mia bara! I miei occhi non si erano ancora aperti, ma ho visto il mio ventre squarciato dalle unghie affilate degli uccisori. Le mie orecchie non erano ancora complete, ma ho sentito la campana della fine della scuola.
E il suono di parole a me sconosciute - chiesa, tempio e moschea - per me è stato uguale. Tu sei stata la mia prima e ultima culla.
Dal tuo grembo non ho visto questo mondo. In quel grembo scese l’oscurità, mentre cercavo di afferrare il cordone ombelicale. Con questa manina dalle deboli dita non riuscii ad aggrapparmi a niente.
I miei occhietti non ancora dischiusi videro la morte fluttuare in un fiume di sangue. In questo mio luogo oscuro, senza colore, non si leggerà alcuna parola di Corano, Bibbia, Gita o Tripitok. Io ho abbracciato la morte prima di nascere.
Il grembo materno è stato la mia tomba, la mia bara e la mia pira. La terra degli uomini sta bruciando. Qualche goccia del mio sangue non è in grado di spegnere quel fuoco.
Dhaka, 6 luglio 2016.







