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La morte di un saveriano amico, Ricordo di p. P. Lanaro

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In un incidente vicino a Vicenza, il 22 settembre ha perso la vita p. Piergiorgio Lanaro. Per alcuni anni, il missionario aveva servito la nostra chiesa Reggina, nelle parrocchie di Concessa e Villa S. Giuseppe, oltre che essere stato guida spirituale di tante persone e insegnante nel seminario della diocesi.

"La realtà che ci fa vivere"

"Perché? Come è possibile?": due interrogativi che ci poniamo quando gli avvenimenti interrompono e ci inducono a riflettere sul mistero della vita e della morte e, in ultima analisi, sul mistero di Dio. "Il mistero" - ci ha detto una volta p. Piergiorgio - "è quella realtà che ti fa vivere".

Proprio alla luce di queste parole, ricordo la straordinaria figura di p. Piergiorgio e leggo la sua tragica morte, avvenuta mentre passeggiava in bicicletta pochi giorni prima del suo rientro in Africa, dove era missionario. E pensare che in missione più volte era stato perseguitato al punto che erano giunte in Italia notizie della sua uccisione. Invece non è morto in Congo, ma nella sua città; non durante le violenze della guerra, ma in un momento tranquillo.

La risposta ai "perché?"

Padre Lanaro era un sacerdote intraprendente, pieno di vitalità e molto profondo nella riflessione. Riusciva ad avere una relazione umana vera con tutti, perché tale era quella che aveva con Dio. Parlava in maniera appassionata delle realtà più grandi (ricordo ancora le sue "lectio" in parrocchia) come di quelle più umili. Proprio per questo, poteva fare ancora molto bene.

La sua morte ci provoca e diventa un'ulteriore occasione per riflettere sul mistero della vita dell'uomo per poi contemplare il mistero di Dio. Si può essere pronti, infatti, solo se si ha la consapevolezza che esiste un mistero più grande. Proprio questo mistero ci fa vivere, perché ci solleva dalle cose della terra e ci porta oltre, fino a Dio; perché ci fa desiderare Dio e ci fa stare pronti, in attesa dell'incontro.

"Ci hai parlato del vangelo"

Chi ha conosciuto p. Lanaro sa come egli sia vissuto, fin dove era possibile, per la conoscenza di questo mistero e poi per la sua contemplazione. L'amore per la preghiera, per le letture, per lo studio continuo della parola di Dio, l'amore per il canto dei salmi... non era forse la contemplazione di questo mistero? E che cos'era infine l'attenzione alla missione, ai poveri, agli anziani - che in parrocchia visitava spesso, tanto che anche i più restii alla fede lo richiedevano - se non il desiderio di vivere il mistero dell'uomo e trasmettere quello di Dio?

Caro p. Piergiorgio, anche questa volta sei riuscito con la tua tragica morte a parlarci del vangelo, testimoniando la necessità di prepararci all'incontro. E tu, ne sono sicuro, preparato lo eri. Adesso prega per noi, per la nostra Calabria, terra che tu amavi più di te stesso.

Una persona speciale

Caro p. Piergiorgio, sei partito per un lungo viaggio, più lontano dell'Africa. Il tuo ricordo sarà per me un esempio a non mollare mai nella vita, ad amare e rispettare tutti, senza distinzione di popolo e cultura. Conservo le lunghe e-mail, dove tu raccontavi i chilometri che facevi da un posto all'altro, per portare la parola di Dio alla gente... Sono sicura che li seguirai da lassù: porta anche lì la tua missione.

Arrivederci, grande amico! Francesca Passalacqua.


Padre Piergiorgio, una persona speciale. Ho davanti la sua immagine con gli occhi socchiusi, con le mani unite a toccare il naso, per sussurrare pensieri che poi diventano parole per tutti. Lui era un uomo capace di ascolto, ed è per questo che era il più ricco che io abbia mai conosciuto.

Da Reggio Calabria, città che lui ha amato e da cui è stato amato. Manuela.



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