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Chiara e Roberto ci mandano un altro aggiornamento sulla loro esperienza missionaria in Perù, a sei mesi dalla partenza.

Sono già sei mesi che viviamo in Perù con questo popolo. Purtroppo le situazioni che incontriamo ogni giorno non sono belle e spesso sperimentiamo tristezza, impotenza e soprattutto ingiustizia. I problemi sono vari e gravi: dalla mancanza di acqua e luce in alcune zone rurali alla malnutrizione, dal lavoro alla salute, dal problema educativo e scolastico a quello dell'abbandono minorile.

Per fortuna i bambini sono capaci di farci sorridere e divertire. I gesti più semplici e spontanei, come le mamme che ci portano tanti regali, sono la dimostrazione che ci vogliono bene e si prendono cura di noi.

Per un mese intero, non poter parlare né capire nulla del mondo che ci sta attorno è una grande lezione di vita. Offre la possibilità di stare in silenzio e capire quanto abbiamo ancora da imparare! Poi, poco a poco tutto diventa familiare, ma dobbiamo passare per questo deserto per poi godere i frutti che ci arrivano dalla terra buona.

Fede, speranza e amicizia

Sono frutti di legami veri e sinceri, se pensiamo a tutte quelle persone care che in questo tempo ci sono state vicine con messaggi e il sostegno economico. Sono frutti di speranza offerti da tutti quelli che si danno da fare per migliorare la propria vita e quella degli altri; sono frutti di fede visibili quando la gente racconta, in modo semplice ma vero, quello che succede.

Ci sono frutti di amicizia con gli altri fidei donum (preti e famiglie) che si stanno spendendo per la missione. E non manca qualche piacevole sorpresa inaspettata, come i giovani dell'università che collaborano nel doposcuola, che portano una torta e una gassosa per i bambini; o quando arriva la signora Elsa che ci aiuta a cambiare il pannolino a Urbano; o quando la suora tornata dal Brasile ci porta i saluti di p. Sante Gatto!

L'occasione di voler bene

Ci rendiamo sempre più conto di quanto dobbiamo ringraziare e di quanto dobbiamo restituire, perché a chi è stato dato tanto, tanto verrà chiesto. Nemmeno noi forse ci rendiamo conto di quale grande occasione ci è stata regalata per imparare a voler bene. Abbiamo accettato questo regalo, ricordandoci ogni giorno che l'umiltà deve essere sempre nostra compagna di viaggio.

E allora andiamo avanti con il cammino, felici nonostante i problemi e la nostalgia che ogni tanto arriva... Continuate a stare vicino a noi e a questa gente.

Camminare insieme e condividere la fatica basta per guardarsi in faccia ogni tanto e dirsi che ci vogliamo bene!



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