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Come Gesù che saliva sulla barca

Ho fatto una breve esperienza come cappellano di bordo della “Stella maris”, la fondazione Migrantes della chiesa italiana per l'apostolato del mare. La prima emozione che ho avuto è stata quella di constatare come tutti i marittimi , indipendentemente dalla religione che professano, conoscono “Stella maris - Stella del mare”. Con questo nome sono conosciuti tutti i centri pastorali della chiesa cattolica nei porti di tutto il mondo e a bordo di alcune navi.

Sono un punto di riferimento per i marittimi . Quando provano solitudine o stanchezza, quando cercano un po' di riposo o anche solo una parola da scambiare o una spalla su cui piangere..., nei porti e a bordo, c'è una “stella” che li accoglie. Come Maria, la chiesa è madre che accoglie e accompagna chi vive e lavora sulle navi e nei porti.

Tutto il mondo a bordo

Gesù ha rimproverato coloro che sanno prevedere il bel tempo o la burrasca dal colore del cielo, ma non sanno discernere i segni della salvezza, ascoltando la parola di Dio. Li ha chiamati “generazione perversa”. Accettando la proposta di dedicare un po' di tempo all'apostolato del mare, mi sembra di aver fatto un'esperienza che mi ha aiutato a scoprire i segni della presenza di Dio nella nostra società e nella chiesa.

L'esperienza con i marittimi mi ha messo di fronte a un pluralismo di lingue, culture ed etnie alle quali , anche se sono missionario, non ero ancora abituato. Certo, la nostra famiglia missionaria porta il mondo intero in casa nostra e nelle nostre anime; sono a contatto con tanta gente, per strada e nelle case, nei paesi e nelle città. Ma vivere per un discreto periodo di tempo in un luogo ristretto - la nave - con gente che viene dai quattro punti cardinali, è un'altra cosa.

Tanto per citarne alcuni, ho conosciuto cinesi, filippini, indonesiani, sudamericani, rumeni, polacchi, inglesi, spagnoli... Nonostante le differenze, ho respirato aria di mondialità e senso di fraternità. Ho sentito il richiamo di Dio nelle parole del Conforti, care a noi saveriani: “ fate del mondo una sola famiglia ”. Anche in uno spazio ristretto come quello di una nave, il sacerdote di bordo può costruire questa esperienza di “famiglia mondiale”.

Il benessere dell'equipaggio

Da settant'anni, la chiesa italiana è presente a bordo delle navi e svolge un notevole impegno pastorale. Il cappellano si prende cura dei bisogni spirituali dei marittimi , animando il loro tempo libero ed esercitando una vera paternità cristiana per tutti gli uomini e le donne che per lungo tempo sono lontani dalle loro case e famiglie.

È interessante il fatto che le compagnie di navigazione abbiano affidato ai sacerdoti l'incarico di prendersi cura del “benessere” dell'equipaggio. È bello vedere che tutti i membri dell'equipaggio sono abituati ad avere familiarità con il cappellano: lo considerano come un “padre” che si prende cura di loro e al quale possono riferirsi continuamente per le loro confidenze spirituali e per le loro necessità umane e psicologiche.

La presenza del sacerdote è importante anche per i viaggiatori che si ammalano; dà consolazione e forza nei momenti difficili della vita di bordo, che a volte diventano pesanti e tragici, come la malattia o la morte di una persona durante un viaggio.

Un'esperienza missionaria

A bordo delle navi tanti sono credenti. Con loro si capisce che la chiesa è veramente cattolica. I vari colori della pelle, il canto e le preghiere in lingue e ritmi diversi, la varietà e ricchezza di espressioni esaltano la cattolicità della nostra chiesa.

Ho fatto anche un'esperienza ecumenica: pur nella diversità delle espressioni religiose, la stessa fede lega tutti noi cristiani. Il sacerdote cattolico è apprezzato anche dai protestanti, che chiedono la sua presenza per celebrare e meditare la parola di Dio. Per tutti - cristiani, musulmani e anche atei e non credenti - sulla nave, il sacerdote è “il padre”.

La gioia più grande rimane però quella di far navigare Cristo con tutte le persone che navigano, attraverso la celebrazione quotidiana dell'Eucaristia, con l'annuncio del vangelo, con la presenza missionaria e sacerdotale.

Molti passeggeri e turisti scelgono determinate compagnie perché vi trovano il sacerdote che celebra la Messa ed è disponibile per i colloqui. Un signore francese mi ha detto: “la vacanza per me è riposo del corpo, del cuore e dello spirito; poter riposare in comunione con il Signore per me è fondamentale. Grazie, padre, perché sei qui e viaggi con noi!”.


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