La minaccia dell’imprevedibile
Il 2026, iniziato con colloqui e accordi a vari livelli, aveva suscitato un barlume di speranza tra le popolazioni alle prese con difficoltà di ogni genere. Questo apparente passo avanti verso la pace è stato purtroppo di breve durata. C’è motivo di ritenere che sia la voce dell’avidità di alcuni a prevalere sull’aspirazione a una pace duratura. Invece di dialogare in modo sincero e onesto, sono piuttosto le “armi a continuare a parlare” al loro posto. Gli scontri si intensificano in varie parti della provincia del Nord e Sud Kivu. Come sempre, è la popolazione a pagarne il pesante tributo, sotto lo sguardo complice dei potenti di questo mondo. La circolazione di persone e merci rimane difficile, se non addirittura impossibile. L’accesso ai beni di prima necessità sta diventando un lusso che gran parte della popolazione non può permettersi. La disoccupazione aumenta e si crea una precarietà economica senza precedenti.
Le persone vivono in una situazione di stress costante, con il rischio di cadere in disturbi psicologici. Un circolo vizioso di estrema vulnerabilità che unisce insicurezza, povertà e mancanza di servizi essenziali. Come presenza saveriana, non ne siamo risparmiati: i nostri confratelli di Kitutu, Luvungi, Kilomoni, Kindu vivono costantemente sotto la minaccia dell’imprevedibile, oltre ad essere difficilmente raggiungibili. Tuttavia, rendiamo grazie al Signore che dona ai nostri confratelli la forza di rimanere fedeli alla scelta, quanto mai audace, di continuare a condividere il destino di queste popolazioni martoriate.







