La mia visita in Indonesia /2
Vi presentiamo la seconda e ultima parte del racconto di p. Carlo sul suo viaggio in Indonesia, pubblicato nel numero di marzo 2016.
Il cambiamento che più mi ha colpito è stato il nuovo volto della chiesa locale. La missione come la intendevamo noi missionari occidentali è ormai terminata ed è subentrata armoniosamente la “mano” della chiesa locale. Tutti i sacerdoti dell’isola (35 in totale), in parte religiosi e in parte diocesani, sono del posto, compreso il vescovo.
La parrocchia di S. Maria Madre delle genti è la principale, dove si trova pure la concattedrale, costruita e inaugurata dai saveriani nell’agosto del 1997. Il suo centro è punto di riferimento per tutte le altre parrocchie sparse in giro per l’isola. Vi abitano, facendo vita comunitaria, sei sacerdoti diocesani giovani, ognuno con il proprio lavoro quotidiano. Sono stato con loro per oltre una settimana. Questa comunione fraterna è un esempio di vita anche per i cristiani.
La collaborazione tra i sacerdoti si realizza pure nel popolo di Dio, nelle numerose comunità, che sono più di 500! I laici sono il braccio destro dei loro pastori. Sono responsabilizzati, aggiornati con vari incontri (per categoria) durante l’anno e guidano la vita dei cristiani loro affidati. Il responsabile, chiamato lektor, viene suggerito da ogni comunità, per essere poi approvato dal consiglio pastorale parrocchiale. La chiesa con-cattedrale è già inadeguata a contenere quanti vengono alla messa domenicale.
Sono venuto via dall’Indonesia con tanta nostalgia e voglia di tornarvi, magari in compagnia di qualche sacerdote friulano e laico. Affido alla Provvidenza il mio desiderio.







