La meditazione è in… movimento
Non pochi dei nostri ospiti amici rimangono perplessi e incuriositi quando spiego la presenza di un gruppo di signore che partecipano a un “ritiro di danze meditative”, diretto dalla maestra Joyse Dijkstra, olandese che vive da tanti anni in Italia con suo marito Aldo.
La nostra casa non possiede una discoteca! Mettiamo a disposizione il salone delle conferenze, adibito nell’occasione per la danza alla quale, vi aggiungo volentieri, l’aggettivo religiosa. Nella Bibbia la danza è preghiera, in cui l’uomo rende lode al Signore nella sua unità di spirito e corpo, intesa soprattutto come lode, manifestazione di gioia spirituale ed espressione liturgica. Si danza per festeggiare una vittoria ottenuta con l’intervento divino, per il ritorno di una persona cara e in occasione di nascite e matrimoni. Faccio alcuni esempi.
La profetessa Miriam, sorella d’Aronne, esterna la sua esultanza dopo il passaggio del Mar Rosso e ringrazia Dio in questo modo: “Prese in mano un tamburello e dietro lei uscirono tutte le donne con tamburelli e in cortei danzanti. Miriam intonò per loro questo canto: «Cantate al Signore perchè si è fatto grande, cavallo e cavaliere ha gettato in mare»” (Es. 15,20). Quando Davide trasportò l’arca nella città del re, “danzava con tutto l’ardore davanti al Signore” (2Sam 6,14-15). Non soltanto Davide, ma Lui “e tutta la casa d’Israele facevano festa alla presenza del Signore con tutte le loro forze, cantando con cetre, arpe, tamburi, sistri e cembali” (2 Sam 6,5). Per descrivere l’esultanza del re Davide di fronte all’arca dell’Alleanza, l’autore sacro usa la parola tripudio e l’espressione con tutte le forze, evidenziando il coinvolgimento totale della persona nel movimento ritmico della danza che è dunque momento di preghiera e di lode al Signore, esaltandone il valore nei momenti più disparati della vita. Nel Libro sono descritti undici tipi di danze con espressioni diverse per feste e altri momenti lieti. Le processioni danzanti di uomini e donne caratterizzavano tre grandi feste: Pasqua, Pentecoste e Tabernacoli.
Ma come avviene la danza religiosa? Si parte da un brano del vangelo. Per esempio, “la preghiera sul monte degli ulivi” (Lc 22,39-46). Mentre la direttrice commenta il brano, dirige la danza indicandone i movimenti. Alzatosi dall’orazione, venne dai discepoli. Nella danza andiamo verso l’esterno, apriamo le braccia di lato e le mettiamo sulle spalle degli altri danzatori. Ci muoviamo in contro direzione danza. Così rappresentiamo nel buio e trovava loro che dormivano. Mentre per e li trovò che dormivano esausti dalla tristezza, pieghiamo veramente la testa verso il braccio sinistro. Quasi possiamo vedere come i discepoli dormivano.







