La Madonna del fuoco
Missionaria nella chiesa di Forlì
Quando si nomina la Madonna del fuoco fuori della diocesi di Forlì, chi ascolta sicuramente interviene nel discorso con la frase: “Esiste anche questa Madonna?”. A Forlì, invece, è impossibile non notarne la presenza, non sentirne parlare o non vedere la devozione proprio verso questa Madonna, protettrice della città. Nonostante mi trovi da queste parti solo da pochi mesi, mi sono subito convinto che Forlì e la beata Vergine del fuoco siano un binomio inscindibile.
Una forte devozione
In città non esiste un santuario con questo titolo, perché la stupenda cappella in cui si venera la Madonna del fuoco è inserita nel duomo, la chiesa che è centro della comunità diocesana forlivese. L’architettura, le decorazioni, i lumi, i fiori e soprattutto le numerose persone che sempre vi sostano in preghiera, fanno capire di quanta devozione è oggetto questo prodigioso quadretto.
Tutti i forlivesi sanno a memoria l’origine, la storia e i numerosi miracoli della Madonna venerata in questa immagine. Si racconta che il quadretto si trovasse nell’aula scolastica di un certo maestro Lombardini e che, benché fosse una stampa su carta, restò miracolosamente illeso nell’incendio che la notte del 4 febbraio 1428 incenerì tutto il materiale della scuola.
Se ne parla ancora
Questo fatto avrebbe potuto interessare i discorsi degli abitanti e la cronaca della città il giorno dopo l’evento, e poi concludersi senza particolare clamore. Del resto, accade così anche oggi con numerosi episodi di cronaca: il silenzio, spesso spietato, fa dimenticare in fretta avvenimenti che per molti giorni hanno destato l’attenzione e talvolta la curiosità dell’opinione pubblica.
Solo il ritrovamento di una donna o di un bambino, ancora vivi dopo giorni passati sotto le macerie, fa notizia e tiene vivo il ricordo di un terremoto che ha distrutto città e causato migliaia di vittime…
A Forlì tutto ciò non avvenne. Dopo sei secoli - non dopo sei giorni – si parla ancora di quel fuoco e di quel quadretto rimasto illeso! Perché? Come mai?
Le motivazioni possono essere tante. Ma ce n’è una che vorrei esprimere in forma un po’ provocatoria. Lasciatemela dire e …non ridete! La Madonna non avrà voluto dire la sua, fin da allora, a quelli che oggi fanno decreti e leggi, o discutono con tanta enfasi se nelle scuole ci possa essere posto per un crocifisso o per un segno islamico?
La Madonna e il fuoco della missione
Il senso del divino fa parte dello stesso DNA umano. Maria non può non ricordarcelo, perché nel suo DNA è forte la missionarietà. Lo dimostrò subito correndo da Elisabetta, facendo gli onori di casa ai Magi venuti da lontano, porgendo il Figlio in braccio al vecchio Simeone, accompagnandolo nella missione sulle strade della Palestina, quasi costringendolo a Cana ad anticipare i tempi.
Conclusa la “collaborazione” con Gesù, la Madonna si dedica a collaborare con lo Spirito Santo. A Gerusalemme, appena scende lo Spirito Santo - che è lo Spirito della missione - è proprio lei, la Madonna del Fuoco a spalancare le porte del cenacolo e spingere gli apostoli sulle strade del mondo.








