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La lunga pelle del pitone, ...in cambio del quaderno di foglie

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Una mattina, durante le ore nelle quali tutti i ragazzi dovevano trovarsi in classe, attraverso la griglia di bambù della veranda di casa, vedo un ragazzino avanzare verso di me dal cortile deserto, zoppicante e titubante. Era un bambino sugli otto anni e teneva sotto le braccia un voluminoso rotolo di qualcosa che non ero riuscito a identificare.

Sette metri x 40 centimetri

Per incoraggiare il piccolo e toglierlo dall'imbarazzo, sono uscito d'istinto dalla capanna a rivolgergli il saluto: "Jambo, rafiki - Ciao, amico!". Il bambino si chiamava Matesso. Visto che zoppicava, gli chiedo: "Posso aiutarti? Desideri qualcosa?".

Il piccolo, rispondendomi con la testa china e con un fil di voce, comincia a parlare quasi balbettando: "Io sono venuto... vorrei darti questo rotolo...". Guardando bene ho scoperto che l'involucro portato dal bambino era solamente un'eccezionale pelle di serpente pitone. Intervengo per incoraggiarlo: "Che cosa desideri? Parla, non aver paura".

Finalmente Matesso esprime il suo desiderio, e mi dice: "Desidero avere un quadernetto di foglie in cambio di questo rotolo di pelle". Sono rimasto molto sorpreso che Matesso valutasse la pelle del serpente così poco. Il rotolo era una stupenda pelle di serpente pitone, larga 40 centimetri e lunga più di sette metri!

Il povero Matesso stimava che quella pelle di pitone avesse un valore da nulla rispetto a un quadernetto di 16 fogli. Io la pensavo al contrario, che il valore di un quadernetto era niente in confronto a un tale esemplare di pelle di pitone!

Un desiderio appagato

Subito ho pensato di far contento il bambino offrendogli non un quadernetto soltanto, ma un intero pacchetto di quadernetti. Ma prima di consegnare a Matesso il pacchetto di quaderni, ho finto di non essere d'accordo, in modo da farlo passare da un attimo di delusione al massimo della soddisfazione, quando di sorpresa gli avrei consegnato l'oggetto dei suoi desideri.

Gli domando: "Matesso, è vero che mi chiedi un quadernetto in cambio della pelle di pitone?". Il piccolo risponde: "Si!". Riprendo a dire: "Beh, per stavolta un quadernetto sarà tuo". Matesso sorride di gioia, sentendo confermata la sua richiesta.

Insisto: "Matesso, è vero che ti basterebbe un quadernetto?". "Sì!", mi risponde felice. "No, Matesso, mi sono sbagliato. Non è possibile che io ti dia un quadernetto per questa pelle di serpente?".  Sentendo queste parole il volto di Matesso si fa triste. Continuando il mio ragionamento, gli dico: "Un quadernetto è troppo poco. Tu meriti due, anzi tre, quattro, cinque quaderni!". Man mano che la cifra aumentava, saliva negli occhi di Matesso l'espressione stupenda di un volto di bambino strafelice, per un piccolo desiderio finalmente appagato. Preso il pacchetto dei quadernetti, Matesso corre via contento, zoppicando...

La ferita, per errore di mira

Vedendolo zoppicare, lo chiamo indietro, disposto ad aiutarlo. Infatti Matesso zoppicava a causa di una ferita al polpaccio. In un primo momento ho pensato che si trattasse di una di quelle piaghe tropicali, molto diffuse in quella regione e dovute alla malnutrizione.

Ma al polpaccio di Matesso la ferita appariva ancora fresca, recente. Chiedo al bambino: "Quando hai avuto questa brutta ferita?". Mi risponde: "Otto giorni fa. Venendo a scuola, mentre attraversavo il fiume, il serpente mi ha aggredito".

"Un serpente?". "Sì, il serpente pitone. La pelle che ti ho portato è quella del serpente che mi voleva uccidere. Per fortuna il fiume è vicino al villaggio: le mie grida di aiuto sono state sentite e i soccorritori sono intervenuti subito con i coltelli e le lance per liberami dalla bestia che si era già attorcigliata attorno a me con un movimento fulmineo. La ferita l'ho avuta per errore, da un colpo di lancia fallito. Era diretto al serpente, ma è finito sul mio polpaccio... Nonostante la ferita, sono contento, perché sono uscito da quel pericolo sano e salvo!".



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