La Festa dei popoli 2020, a Desio
La Festa dei popoli, organizzata dai saveriani in collaborazione con associazioni e volontari, è di grande attualità. Se allarghiamo lo zoom, oltre Desio, abbiamo a che fare con popoli, culture, lingue, identità diverse. Nelle stazioni, nelle piazze, sui treni, negli ospedali, per strada, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, negli oratori troviamo tutto il mondo.
Celebrare la Festa dei popoli il 31 maggio, domenica della Pentecoste, è particolarmente significativo. Questa festa cristiana è l’antidoto alla cultura Babele, dove si voleva celebrare l’identità unica, la lingua unica, la cultura unica. La Pentecoste è celebrazione della bellezza dell’universalità, delle diversità. Il volto di Dio è multiforme, multiculturale, multietnico. Dio parla le nostre lingue. La festa dei popoli del 31 maggio è occasione per celebrare la bellezza delle nostre identità, delle nostre diversità con particolare attenzione alla fratellanza universale tra uomini e donne.
Il tema di quest’anno è Fare del mondo una sola famiglia. Se la festa della Pentecoste celebra l’incontro, l’ascolto, la stima, Fare del mondo una sola famiglia non è altro che la concretizzazione della volontà divina nel nostro vivere quotidiano, che si traduce nel dialogo. E per poterlo praticare occorre avere, come sostiene il card. Martini, “sincera simpatia per l’altro, avvicinarlo con fiducia, essere pronti a imparare da chiunque parli con sincerità e onestà intellettuale” (Vocabolario minimo del dialogo interreligioso di Brunetto Salvarani).
Don Tonino Bello, un giorno disse: “La pace è finita, andate a messa”. Così ci invitava a prolungare l’Eucaristia fuori della chiesa con persone diverse, con chi non condivide la nostra fede, la nostra cultura, la nostra lingua.







