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La fame aumenta nel mondo, Problema che riguarda tutti noi

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Il numero degli affamati è aumentato di due milioni in dieci anni. Secondo l’ultimo rapporto della Fao, presentato a Roma nel novembre scorso, il numero degli affamati, che dovrebbe essere dimezzato entro il 2015, è invece cresciuto fino a raggiungere la cifra spaventosa di 854 milioni di persone. È la stessa cifra di dieci anni fa, nonostante l’ambizioso progetto di diminuirla in 20 anni.

Del totale, 9 milioni sono i poverissimi presenti nelle nazioni più industrializzate; 25 milioni vivono nei Paesi di "transizione", come la Russia che ha scelto, dopo la caduta del comunismo, il modello economico europeo. Gli altri 820 milioni sono negli altri tre continenti, soprattutto in Africa.

È un diritto di ogni uomo

Sarebbe troppo lungo esaminare le cause e, soprattutto, suggerire i rimedi. Quello che più ci preoccupa è constatare che in dieci anni il problema della fame è ancora molto lontano dall’essere risolto. Anzi, si è notevolmente aggravato.

Perché? Per colpa di chi?

Il cardinale Martino, presidente del pontificio Consiglio giustizia e pace, in nome del papa che egli rappresenta all’Onu, ha affermato: "Il diritto a un’adeguata alimentazione è fondamentale e inalienabile per ogni uomo. Per questo, è compito delle nazioni, dei governanti, dei poteri economici e delle persone di buona volontà, impegnarsi per una conpisione più equa delle risorse".

Jacques Diouf, direttore della Fao, in un’altra occasione ha dichiarato: "È necessario risuscitare la volontà politica di sconfiggere la fame. Ciò significa che i governi dei Paesi ricchi devono destinare una maggiore percentuale di denaro per migliorare l’agricoltura nei Paesi poveri, in modo che essi possano produrre di più e sfamare così le loro popolazioni".

Tante parole, ma pochi fatti

Purtroppo, il più delle volte, i potenti fanno i sordi e i ciechi. Ai vertici della Fao, ad esempio, mancano quasi sempre i capi di governo dei Paesi ricchi, che si fanno rappresentare da ministri, segretari o delegazioni di esperti, perché giudicano tali incontri come "un’inutile perdita di tempo". Questa è stata la frase usata da Claire Short, ministro inglese per lo sviluppo internazionale, che ha definito la Fao un organismo ormai vecchio e incapace di risolvere il problema della fame nel mondo.

Agli incontri non mancano mai i numerosi capi di stato africani, che sono rimasti scontenti e hanno accusato i Paesi ricchi di disinteresse. Sono rimaste deluse anche le associazioni di volontariato, che hanno contestato, tra l’altro, lo spreco di denaro. Non pochi hanno accusato la Fao di utilizzare gran parte del suo budget per pagare se stessa e i suoi tremila funzionari, destinando il poco che resta al problema della fame nel mondo.

Vogliamo fare qualcosa

Le stesse critiche si fanno ad altri organismi dell’Onu, come ad esempio l’Unicef, che è stato fondato per la difesa e lo sviluppo dei bambini. Sembra che i funzionari costino il 70% delle entrate.

Noi pensiamo che ci possa essere qualcosa di vero e qualcosa di molto esagerato. Tante critiche possono essere "gonfiate" ad arte da coloro che non vogliono fare nulla. Così, ogni pretesto è buono per lasciare le cose come stanno. Siamo tutti stanchi di parole e vogliamo fatti concreti.

I missionari di Cremona, molto modestamente, per offrire il loro contributo contro il problema della fame nel mondo, durante la Quaresima e il tempo pasquale, organizzano ogni anno un’estrazione a premi per i nostri lettori. Lo scopo è raccogliere fondi per dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati.

Forse, sarà poco quello che realizziamo, ma, come si dice, "è sempre meglio di niente"!



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