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L'ultima domanda di Mateso

Mateso ci racconta la sua storia di bambino africano che deve interrompere.. la scuola a causa della guerra. Mateso diceva sempre che era contento di poter andare alla scuola pagata dai genitori. Sua madre conservava ancora qualche milligrammo d'oro da cambiare in moneta locale da qualche commerciante per poter pagare il mensile del maestro; era orgogliosa che il figlio imparasse a leggere, scrivere e contare.

Non tutti i bambini del villaggio di Kasusa potevano permetterselo da quando il Paese era in guerra. I genitori dei ragazzi che erano andati a lavorare nella miniera d'oro di Lagusha non potevano mandare a casa soldi per mantenere la famiglia perché il commercio dell'oro era stato interrotto per la guerra e veniva controllato dai soldati che controllavano la zona. Alcuni mariti poi si erano arruolati sperando di guadagnare qualche dollaro di salario ma non mandavano più notizie ed aiuti alle loro case.

Il maestro aveva parlato un giorno della importanza della scuola per vincere l'analfabetismo nei Paesi del Sud del mondo e per poter diventare degli uomini liberi. Nei Paesi poveri del Sud del mondo la percentuale di chi non sa leggere e scrivere arriva fino al sessanta per cento in modo particolare fra le donne. Molti bambini e bambine nei Paesi del Sud del mondo sono costretti a lavorare nei campi, nelle fabbriche, nelle botteghe e per le strade ... perché molte famiglie vivendo sotto la soglia di povertà di un dollaro al giorno hanno bisogno del lavoro dei figli.

Nella nostra Regione diceva il maestro c'è chi scava nella foresta l'oro col badile e il setaccio per trovare qualche milligrammo d'oro per sopravvivere e chi vuole controllare tutto il commercio dell'oro per impossessarsi della ricchezza del nostro Paese. Questo fa si che i Paesi ricchi siano sempre più ricchi ed i Paesi poveri sempre più poveri.

Da qualche settimana, Mateso è diventato triste e pensieroso. Un giorno ha detto al maestro: "Le cose si stanno mettendo male. Mia madre è sempre più preoccupata e agitata si vede sempre pedinata quando va a lavorare nel campo o al mercato. Qualcuno invidioso vuole scoprire dove tiene nascosto l'oro o da quale commerciante, che vive nascosto nella foresta, va a cambiare l’oro in moneta locale. Gli agenti del nuovo Governo impongono sempre nuove tasse da pagare. Forse non riuscirò più a venire a scuola!

Maestro ho un’ultima domanda da farle: perché si trovano sempre i soldi per fare la guerra che ci impedisce di andare a scuola?

Il maestro non vuole dare una risposta compromettente. Risponde restando sul generale che è colpa della cattiveria degli uomini. Mateso, dopo la scuola aiuta volentieri la mamma nel lavoro dei campi, va a tagliare la legna nella boscaglia, sorveglia le poche capre sopravvissute alle razzie della guerra, scaccia gli uccelli dal campo di riso, va a prendere l’acqua al fiume. Vuole dare il suo piccolo contributo all’economia della famiglia.

Un giorno, la mamma accompagna Mateso a scuola e si rivolge all’insegnante: “Senta, signor maestro! Io sono convinta che i figli devono andare a scuola, devono imparare per crescere liberi e sereni..! Ma con questa guerra non si può vivere felici e tranquilli. Non solo vogliono il nostro oro ma ci impediscono anche di vivere. Il raccolto del campo di riso e di fagioli viene rubato. Gli agenti delle tasse chiedono ogni giorno nuove imposte…”.

Anche il maestro comincia a capire che la situazione diventa sempre più difficile e la scuola dei genitori presto dovrà chiudere. Per forza di cause esterne Mateso deve lasciare la scuola e mettersi a lavorare con la madre, a tempo pieno, come un grande. Riuscirà Mateso a resistere al desiderio del guadagno facile con il lavoro della guerra o col mestiere del soldato in un paese in guerra?

La storia di Mateso è una delle tante storie del Sud del mondo simile a tante altre, dove la gente stenta a sopravvivere e deve sopportare il flagello della guerra che impedisce ai bambini di crescere liberi e di andare a scuola



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