La cresima di mio figlio: Se non te la senti, datti da fare!
Un genitore scrive una sua riflessione sui propri figli, come educarli e incoraggiarli anche nella vita di fede. È una riflessione un po'... contro-corrente; proprio per questo ha ancora più valore!
Abbiamo organizzato una festicciola per la cresima di nostro figlio, avvenuta nella chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Ostia, dove abitiamo. Qui la cresima si riceve in prima superiore, dopo la preparazione fatta in seconda e terza media.
Come genitori abbiamo un ruolo da svolgere
Tanti amici mi dicono: "Mario, i nostri figli faranno la cresima quando si dovranno sposare". A loro faccio notare che, se nell'età adolescenziale può essere a volte problematico trovare il tempo per la catechesi della cresima, certamente sarà ben più difficile trovarlo quando i figli saranno ancora più grandi. Inoltre, metto con loro in evidenza l'importanza che ha la scelta dell'impegno per la cresima, fin da ragazzi.
Sono oltretutto convinto che noi genitori abbiamo il dovere di trasmettere ai figli la via del bene e l'amore verso la chiesa. Se, inizialmente, un ragazzo sembra dichiarare di non volersi impegnare nel cammino della cresima, la mia esperienza di padre mi conferma che, ben presto, ne troverà il significato e la gioia nel rapporto con i catechisti, con i compagni e gli amici di cammino.
Quando, dopo alcuni anni, i figli diverranno più indipendenti da noi genitori, il gruppo giovanile in parrocchia sarà una realtà straordinariamente viva e ricca per ritrovare, in maniera nuova e adatta alla loro età, i valori cristiani che abbiamo cercato di trasmettere loro negli anni dell'infanzia.
Non sono parole al vento
Così è successo con l'altro figlio ventiduenne, che ora è catechista, animatore in oratorio e attivo nell'ambito delle varie attività parrocchiali per i giovani. La parrocchia è diventata una seconda casa per lui e per il suo gruppo di amici. Non mi vergogno a dire che la parrocchia è diventata il loro principale punto di riferimento.
Con lui posso dire di essere soddisfatto del cammino educativo di genitore. Chissà se lo sarò anche per il più giovane, il neo cresimato! Chi lo sa? Per il momento, è stato cresimato e spero che questo possa contribuire a farlo crescere nella consapevolezza dell'importanza della cresima, ricordando - come dice il Vaticano II - che "la chiesa è innanzitutto una comunità, il popolo di Dio, in cui tutti ricevono lo Spirito Santo, tramite il sacramento della confermazione del battesimo, detto comunemente cresima".
Con la mamma, ho accompagnato il figlio in chiesa per l'ultimo ritiro in preparazione della cresima.
Nell'oratorio ho sentito risuonare delle voci che hanno richiamato la mia attenzione. Era il vice parroco: "Se qualcuno fosse perplesso o non si sentisse chiamato, ricordi la frase di sant'Agostino: «Se non ti senti chiamato, datti da fare perché il Signore ti chiami»". Spero che queste parole di don Andrea non siano gettate al vento. Le trovo molto vere!







