La cittadinanza responsabile
Caro direttore, abito con i miei genitori a Livorno, dove lavoro. Leggendo "Missionari Saveriani", ho appreso del "buon esempio" di alcuni Paesi africani dove sono state istituite le "commissioni per la verità e riconciliazione" e la figura del "responsabile di pace" (mi riferisco al n. di ottobre 2009). Ho inoltre apprezzato l'iniziativa dei missionari nel proporre alla chiesa italiana, seguendo l'esperienza delle chiese africane, di preparare uomini e donne a essere operatori e operatrici di riconciliazione. Condivido che "troverebbero subito tanto da fare!". Constatiamo purtroppo ogni giorno, in qualsiasi ambiente e realtà sociale, continue tensioni e divisioni.
Sono molto interessata all'argomento, sia perché in passato ho avuto occasione di occuparmi dell'istituto della conciliazione in campo giuridico, sia perché sento nel profondo sete di verità e di pace. Sto leggendo il libro da voi consigliato "Guarigione dei popoli" di M.C. Rioli. Mi piacerebbe sapere se la proposta dei missionari di cominciare a formare "ministri straordinari della riconciliazione" sta avendo seguito. Grazie per averci fatto conoscere questa interessante e preziosa esperienza africana e soprattutto per tutto quello che voi missionari fate nel mondo per tutti noi.
- Sibilla, Livorno, via E-mail.
Cara Sibilla,
grazie per questa tua bellissima lettera, così ricca di spunti e di interessi che ci accomunano. Ti riferisci a un numero "vecchio" del nostro mensile, quando era in corso a Roma il sinodo dei vescovi per l'Africa. Vuol dire che ciò che facciamo giungere nelle vostre case ha un certo valore, e non viene presto dimenticato.
Ti dico subito che la chiesa italiana, in genere, non ha preso sul serio la nostra proposta di formare persone per il servizio della riconciliazione; anche se - è vero - ce ne sarebbe sempre più bisogno e ci sarebbe "tanto da fare"! Porre freno a un movimento franoso quasi generale è difficile, anzi impossibile, almeno fin quando ci limitiamo a guardare, a filmare, a deprecare lo sfacelo. Solo "a Dio nulla è impossibile"; ma non sembra che Egli abbia voglia di intervenire laddove tocca a noi darci da fare.
Il 4 ottobre 2010, festa di Francesco d'Assisi, grande riconciliatore e responsabile di pace, sono usciti gli orientamenti pastorali dei nostri vescovi per il decennio 2010-2020, con il bel titolo "Educare alla vita buona del vangelo". Si afferma: "avvertiamo la necessità di educare alla cittadinanza responsabile". Ma tra gli orientamenti non ho trovato cenni alla proposta di formare persone responsabili di riconciliazione e di pace. Insomma, il "buon esempio" africano non ha fatto breccia. Eppure, il ruolo terapeutico della riconciliazione è oggi molto importante, non solo in Africa, ma anche in Occidente e in Italia.
In verità, sono tante le persone e le realtà - nella chiesa e nella società - che lavorano in modo instancabile e con grande tenacia, senza il frastuono della frana che rotola in basso. Persone che, come te, "sentono nel profondo sete di verità e di pace". Sono la vera "cittadinanza responsabile", che costruiscono il futuro della speranza, giorno dopo giorno. Speriamo di essere tra questi e di perseverare.
Saluti fraterni anche ai tuoi genitori,
p. Marcello, sx.








