Il sogno: “Acqua a Luvungi”
Questo è l'appello del 20 febbraio 2005, firmato dai 4 saveriani e dalle 5 saveriane di Luvungi, in Congo, per costruire l'acquedotto (progetto 11/2005).
Luvubu è un fiume a carattere torrenziale. Scende dai monti dell'altopiano di Minembwe e bagna il territorio della missione di Luvungi, prima di gettarsi nel fiume Ruzizi, che scorre lungo il confine tra Congo, Rwanda e Burundi, per poi gettarsi nel lago Tanganika, nei pressi di Bujumbura.
Luvungi è un grosso centro di 40mila abitanti nella piana di Ruzizi. All'alba e prima del tramonto, una processione interminabile di gente parte da Luvungi, a piedi o in bicicletta, con bidoni di varie dimensioni, e va ad attingere acqua al ponte sul fiume Luvubu. Le acque a monte del ponte sono riservate ai maschi; quelle a valle sono per le donne.
In queste stesse acque fanno il bucato, si lavano e fanno il bagno, portano le mandrie ad abbeverare. Nel torrente confluiscono scoli e immondizie. E la gente beve quest'acqua ogni giorno, senza farla bollire né filtrarla.
L'acqua, di cui tutti hanno diritto
In Italia, l'acqua arriva in casa: basta aprire il rubinetto. È tutta acqua potabile. Eppure, a tavola ci sono sempre varie acque minerali, con o senza "bollicine", in bottiglie di plastica, a milioni, che non si sa come smaltire...
Il 2004 è stato l'anno dedicato all'acqua, per ricordarci che ogni persona ha diritto ad avere l'acqua. Noi sogniamo di portare a Luvungi l'acqua pulita e potabile. Vorremmo costruire un acquedotto dalle sorgenti di Lubarika. È un sogno impossibile? Se la nostra gente potesse bere acqua potabile, tante malattie sarebbero debellate senza ricorrere a medicine, i bambini crescerebbero più sani e sarebbe risparmiata tanta fatica alle donne.
La gente del posto, provata da tanti anni di guerra, non ha le risorse e i mezzi per comprare il materiale necessario al progetto, ma è pronta a contribuire con il lavoro manuale di scavo lungo il percorso di circa 14 chilometri, dalle sorgenti fino a Luvungi.
Il sogno di due fratelli saveriani
Il progetto dell'acquedotto era un grande sogno del compianto fratel Luciano Ghini, che è morto il 25 giugno del 2004, e si è portato in paradiso questo progetto a cui teneva tanto: ora lo presenterà alla divina Provvidenza. Al suo posto, abbiamo la fortuna di avere con noi fratel Lucio Gregato, che è in grado di dirigere i lavori.
A nome di tutta la popolazione di Luvungi - cattolici, protestanti, musulmani e noi saveriani e saveriane che lavoriamo nella missione di Luvungi, lanciamo questo appello a tutti i cari lettori di "Missionari Saveriani", e diciamo subito "grazie!" per l'aiuto che ci darete a realizzare questo sogno.
L'appello era firmato dai saveriani p. Gianni Pedrotti (bresciano), p. Benedetti Silvano (friulano), p. Stefano Della Pietra (friulano), fr. Lucio Gregato (trevigiano), e dalle saveriane Elisa Sanchez (messicana), Bernardetta Boggian (padovana), Olga Raschietti (vicentina), Mercedes Murgia (sarda), Gemma Loi (sarda).








