L’incontro con il mio… maestro
Approfittando degli ultimi giorni di vacanza, prima di tornare in Brasile, con p. Nicola Colasuonno e p. Vincenzo Munari siamo andati a trovare mons. Giorgio Biguzzi. Ho tanti ricordi di lui. È stato nostro maestro dei novizi nel 1985 ad Ancona. Eravamo 17 novizi: 11 italiani, 2 degli Stati Uniti e 4 della Spagna. Lui veniva dalla Sierra Leone era diventato maestro dei novizi per… obbedienza. Con una telefonata gli avevano chiesto di lasciare l’Africa per Roma. Qui accetta il nuovo incarico.
Inizia con noi novizi e altri 7 Saveriani il 1° settembre. Di solito, un maestro dei novizi rimane tale per alcuni anni perché è un compito che non si improvvisa, molto rilevante, a cui bisogna essere preparati. Giorgio invece resta solo poco più di 2 anni, perché poi Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Makeni. Quando l’ho visto in casa di riposo, subito mi ha riconosciuto: “Ciao Gabriele!”. L’ho ringraziato. E poi ci siamo ricordati reciprocamente che quel noviziato furono 12 mesi itineranti. Abbiamo fatto visita ai familiari di noi novizi italiani: Cagliari, Macomer, Brescia, Cremona, Vicenza, Udine, Salerno. Una bella esperienza!
E poi quell’episodio… Mi ero fatto male al ginocchio giocando a pallone. Ho portato il gesso per 25 giorni. Proprio in quel periodo avevamo programmato la visita ai miei familiari a Cremona. Sono andato nel suo ufficio, con il gesso e le stampelle. “P. Giorgio, non voglio venire con voi. Non voglio che i miei familiari mi vedano zoppicando, ingessato, ammalato e con le stampelle”. Lui mi ha guardato e mi ha detto: “Gabriele, tu vieni con noi. Non arrabbiarti e non pensare troppo alle forze che hai perso e che non hai; devi imparare a usare le forze che hai e che ti sono rimaste”. Sono andato ed è stato molto bello e quella frase la ricordo ancora dopo quasi 40 anni, perché l’ho applicata in molte altre situazioni della mia vita. Non solo… Spesso mi metto nei panni del mio maestro Giorgio e le stesse parole le applico come consiglio per aiutare altre persone a crescere, a rialzarsi, a non arrendersi e a pensare di trasformare la paura in coraggio, il limite in opportunità e la fragilità in una lezione di Vita.







