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L’icona della missione: Le corse tormentate di Giuda

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I nostri progetti alternativi al vangelo

LA PAROLA

Prima della festa di Pasqua, mentre erano a mensa, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: “In verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: “Di’, chi è colui a cui si riferisce?”. Ed egli reclinandosi sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è?”. Rispose allora Gesù: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò”. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: “Quello che devi fare, fallo al più presto”. Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: “Compra quello che ci occorre per la festa”, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte. (Giovanni 13,21-30)


Non sappiamo dove ti trovò nostro Signore. Certo ti aveva scelto. Per lui, come gli altri apostoli, avevi lasciato tutto. Che cosa t’aveva incantato nel Galileo? Che sogno aveva acceso in te, che poi ti aveva deluso? Forse sentivi un desiderio enorme di riscatto.

Ti avevano affidato i soldi. Non era cosa da poco procurare il necessario e darne anche ai poveri. Raccontano che fossi ladro. Chissà se era vero. Quando uno sbaglia gli aggiungono altri mali, come ai santi aggiungono miracoli mai fatti. Che però ti piacesse il denaro, sembra fosse vero; non foss’altro che per fare del bene, come quando avevi criticato lo spreco del profumo versato.

Consegnasti Gesù per denaro? Forse. Ma qualcos’altro era da tempo franato in te. Non riuscivi a seguirlo. Non riuscivi a credergli quando diceva di dare la vita come un pane da mangiare. E non si decideva mai a cominciare la rivoluzione dei poveracci. Non si può andare avanti a sentimenti - ti eri detto. Quella sera avevi preso da lui il boccone, senza guardarlo negli occhi. Bisognava decidersi. Non diceva lui stesso di fare presto? Una lunga corsa nella notte, per le strade deserte. Notte tremenda, notte con il cuore stregato da qualcosa che quasi s’imponeva.

Trenta monete ti accordarono. Poi il viaggio verso l’orto degli ulivi, l’incontro, il saluto, il bacio. Una lezione - continuavi a dirti - lo farà rinsavire. Il suo arresto solleverà il popolo e si farà finalmente la rivoluzione. E del resto, lui che ha risuscitato i morti, saprà liberarsi dalle loro mani...

L’arresto, invece, si era tramutato in condanna a morte. Il potere non fu scosso e il popolo era pronto a servirlo. Gesù si lasciava impotente in balia loro. Fu l’angoscia. E il ritorno al tempio fu una corsa verso l’impossibile. Non sapevi che il potere è cinico e ha spento per sempre i sentimenti. Eri stato una pedina e il tuo momento era passato.

Hai gettato loro quel denaro e sei andato a impiccarti. Sei morto lo stesso giorno del Maestro. Il tuo tormento era amore, amore tardivo. Non credesti che il suo amore per te era ancora più grande. Non trovasti per via i compagni di un tempo. Forse non ti cercarono, né tu andasti a cercarli.

Giuda, tu c’insegni che il male è una cosa seria e che tutto comincia da una fede negata, da un cuore compresso, da progetti alternativi in cui gioca il denaro e che, coltivati, diventano inarrestabili. I nostri progetti alternativi, più saggi del vangelo, sono la tua storia che si ripete. E c’è sempre qualcuno che per essi finisce in croce. Con la tua storia sotto gli occhi, possiamo capire che è adesso il tempo di credere. È adesso il tempo di arrestare il crescere in noi di progetti malsani, prima che il giusto sia ancora condannato.

Chissà da che parte sei e se hai trovato pace. Che la tua storia sia diventata Parola, vuol già dire che il male è stato vinto. Tu hai permesso al Figlio di Dio di amarci fino alla fine. Vogliamo credere che nessuno può farci davvero del male e che anche i Giuda del nostro cammino sono opportunità offerte a noi per amare fino alla fine.

Osiamo credere che Cristo, a vicenda finita, t’avrà ridato il bacio, e che tu stia ancor oggi piangendo di gioia.



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