L'icona della missione: La buona notizia è universale
Viviamo tempi in cui le frontiere s'allargano: viaggiamo, conosciamo altri paesi e culture, apprezziamo l'ospitalità e i cibi esotici... Ma tornati a casa, le frontiere si chiudono, dimentichiamo l'ospitalità che ci ha accompagnato nel viaggio e ricominciamo ad avvertire lo straniero come nemico che minaccia le nostre sicurezze e invade i nostri spazi. Sono sentimenti contraddittori.
La Parola di Dio è luce per il nostro cammino e specchio di confronto per la nostra vita.
E allora, chiediamo ancora aiuto a Matteo. Gli chiediamo se le sue comunità hanno vissuto situazioni simili, e che soluzioni hanno trovato facendo memoria di Gesù. Probabilmente ci risponderebbe così...
Le nostre comunità, disseminate nella periferia e nelle campagne attorno ad Antiochia, erano prevalentemente formate da persone provenienti dal giudaismo. La tradizione, la cultura, i costumi ci offrivano sicurezza nell'ambiente ostile della regione. In mezzo a tante difficoltà riuscivamo a vivere e testimoniare la Buona Notizia di Gesù.
La nostra vita semplice e fraterna aveva scaldato il cuore di persone che praticavano costumi alimentari e familiari diversi dai nostri, credevano in altre divinità e le veneravano. Li chiamavamo "pagani". Si erano avvicinati e chiedevano di essere accolti nella nostra comunità. Questo aveva riempito alcuni di gioia, altri invece...
Ci fu un momento di crisi e nacque un conflitto, con discussioni e prese di posizione... La relativa stabilità raggiunta sembrava minacciata. Come accogliere queste persone, desiderose di vivere la proposta di Gesù, di essere guarite, perdonate e riconciliate? Come formare insieme un unico popolo, un'unica comunità?
Alcuni fra di noi ricordarono le parole di Gesù raccolte nel "discorso missionario" al capitolo 10: "Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele" (Mt 10,5-6). I missionari itineranti dovevano dirigersi solo al popolo d'Israele. Gesù stesso era consapevole che la sua missione era unicamente rivolta alle "pecore perdute della casa d'Israele" (Mt 15,24).
Ma qualcuno ricordò ciò che era successo tra Gesù e una donna pagana; e questo ci ha aiutato a intravedere il cammino da percorrere. Leggiamo insieme quel racconto, in Matteo 15,21-28.
Gesù si era diretto con i discepoli verso Tiro e Sidone, due città in territorio pagano. Una donna cananea era venuta loro incontro. Gridando, chiedeva a Gesù "figlio di Davide" che la figlia fosse liberata dalla crudeltà di un demonio.
Alcuni di noi identificarono nella cananea le persone che chiedevano di entrare nella comunità, di essere accolte e liberate. Altri dissero che noi eravamo gelosi e volevamo tenere Gesù solo per noi; l'avvicinarsi dei pagani era un invito ad allargare gli orizzonti, senza paura.
Le risposte di Gesù erano state sorprendenti: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d'Israele"; "non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini". Gesù era stato duro, quasi maleducato! Tutto sembrava deciso da quelle parole. Ma ecco di nuovo la voce della donna: "Signore, anche i cagnolini mangiano le briciole...". Come a dire, "se si condivide, tutti possono essere sfamati!". A questo punto Gesù sembra arrendersi: "Donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri".
Davvero sorprendente! Gesù ha cambiato parere? Si è convertito? Quella donna ha svelato a Gesù l'universalità della sua missione? Difficile rispondere a domande che vanno così nel profondo. Anche "donna Maria" a Cana aveva svelato al Figlio l'ora di dare inizio ai suoi miracoli. Qui Gesù è così umano da lasciarsi svelare da una donna pagana! Solo il Figlio di Dio può arrivare a tanto!
Gesù aveva riconosciuto una "fede grande" fuori d'Israele. E noi suoi discepoli e discepole cosa siamo chiamati a fare? Quando si condividono il pane, la fede, la vita, allora tutti possono partecipare al banchetto, anzi ci sono sempre degli avanzi da portare via (Mt 14,20; 15,37).
Abbiamo compreso quel giorno che la Buona Notizia di Gesù è universale. L'abbiamo compreso e... poco alla volta abbiamo imparato a vivere.
PER CONTINUARE A RIFLETTERE
Leggi personalmente, in famiglia o in gruppo, i brani del vangelo di Matteo 14,13-21 e 15,32-39 e chiediti: Perchè narrare due "moltiplicazioni dei pani"? Nota che le ceste degli avanzi una volta sono dodici e l'altra sono sette. Che senso ha?








