Skip to main content
Condividi su

Papa Francesco ha stupito anche noi missionari. Lo ha fatto anche quando ha dato riconoscimento ecclesiale alla “teologia della liberazione”: il frutto più gustoso, prodotto dalla chiesa missionaria in America Latina negli ultimi 50 anni.

Con noi, ha espresso stupore anche p. Luigi Anzalone, saveriano di San Cataldo (Caltanissetta), che ha trascorso molti anni della sua vita nelle periferie del mondo, impegnato a tessere con la gente questa teologia missionaria. Quattro anni fa, è stato richiamato dall’Amazzonia per svolgere il ruolo di direttore del centro saveriano di spiritualità missionaria a Tavernerio (Como).

Il suo comportamento e lo stile di accogliere la gente in visita al nostro “centro”, mi fa pensare che la “teologia della liberazione” abbia griffato il suo cuore.

Lo vediamo anche da questa breve conversazione con lui.

Cosa provi verso la teologia della liberazione?

Credetemi: sto provando la gioia più grande della mia vita missionaria. Tutto è iniziato a luglio dell’anno scorso, quando all’udienza con i vescovi del Brasile papa Francesco ha auspicato “una chiesa in grado di far compagnia, in cammino con la gente, capace di scaldare il cuore…”. Quel giorno mi sono sentito attraversare da un brivido caldo.

Poi ho sentito che a un parroco romano, che si rallegrava per l’incremento di confessioni in seguito al messaggio sulla Misericordia, papa Francesco ha risposto: “Io non c’entro; queste sono cose che fa il Signore”.

Quel giorno ho sperimentato che “la gioia non è qualcosa che si organizza, la gioia è un dono”.

Infine a settembre, quando papa Francesco ha ricevuto “il padre” della teologia della liberazione, la festa ha invaso il mio cuore. Perciò, in una lettera agli amici ho scritto: «L’incontro tra papa Francesco e p. Gustavo Gutierrez è stato per me come la realizzazione di un sogno: il vento dello Spirito, che soffia dalle arie buone (Buenos Aires) del sud del mondo, ci porti la brezza della primavera…».

Come hai vissuto la missione della liberazione?

In Amazzonia ho vissuto tutte le stagioni della missione. Ho iniziato tra i giovani, e subito mi resi conto che per la loro educazione potevo contare solo su tempi brevi, perché la loro voglia di fuggire dalla foresta e andare in città era incontenibile. Dovevo giocare tutto sul rapporto con loro. Mi veniva in mente la figura del confratello p. Giuseppe Arnoldi, nostro professore di fisica al liceo di Tavernerio: all’esame scritto, ci dettava le domande e poi usciva a fare le spese per la comunità. Nessuno si azzardava a copiare. Era la sua fiducia a farci crescere dentro, nella libertà.

In seguito ho messo mano a una cooperativa agricola con i poveri che faticavano a uscire dalla povertà. Bisognava abbandonare il modo arcaico di coltivare la terra dopo aver incendiato grandi appezzamenti di foresta amazzonica… Trovavamo aiuto nella “lettura popolare della Bibbia”.

La Parola di Dio, letta insieme, ci aiutava a unire il passato e il futuro. È lì che anch’io ho iniziato a studiare la Bibbia e ho capito che amare è donare tempo e vita.

Ho anche esercitato il servizio dell’autorità nei riguardi dei confratelli missionari in Amazzonia. Ho fatto il parroco, e ho avuto l’incarico per la formazione dei laici nella diocesi…

Avrai incontrato qualche difficoltà…

Nelle difficoltà ripensavo al tempo in cui i miei genitori anteponevano alla mia vocazione missionaria il fatto che loro erano malati e che sette dei nostri famigliari erano già emigrati. Ricordavo quanto erano stati determinanti alcuni sacerdoti che, con grande pazienza, seppero far emergere le ragioni che convinsero i miei genitori a lasciarmi partire per seguire Gesù Cristo.

Così anch’io ho cercato di stare attento a non anteporre le questioni sociali alla cura pastorale in parrocchia e alla formazione dei laici nella diocesi.

Perciò ringrazio la teologia della liberazione per il benefico influsso che ha avuto sulla mia vita missionaria. (luigi-anzalone@hotmail.com)



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2364.21 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Marzo 2014
L’autore di questa poesia romanesca è medico “cardiopoeta”, come lui stesso si definisce, nella prefazione del libro “Li buffi de la Sanità” (CESI Ed…
Edizione di Aprile 2015
Da qualche anno a questa parte, il MLAC (Movimento lavoratori Azione cattolica) delle Marche, tiene i suoi incontri mensili nella casa dei saveriani…
Edizione di Ottobre 2025
Nella casa dei Saveriani in via Domenico Milani a Desio c’è un clima giovanile e di novità. Ci sono nuovi responsabili, sono arrivati studenti di div…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito