L’armonia della vita missionaria, Messaggio CoSuMa
Messaggio di impegno e incoraggiamento
Dall’1 al 14 agosto, nella casa di Tavernerio (Como), si sono incontrati i diciannove superiori e i cinque membri della direzione generale dell’istituto saveriano per la “conferenza dei superiori maggiori” (Cosuma). Hanno approfondito tre aspetti: la teologia della missione; l’unità tra la consacrazione religiosa e la missione; come crescere in questa unità di vita religiosa e missionaria.
Al termine, i superiori hanno inviato un messaggio che desideriamo condividere con tutti i nostri lettori.
Abbiamo vissuto due settimane di comunione con Dio, tra di noi e con tutta la famiglia saveriana, riflettendo su alcuni aspetti della vocazione e della vita missionaria e sul nostro ruolo di animatori nella famiglia saveriana.
Per crescere ancora
Ascoltando le relazioni dalle varie missioni è cresciuta in noi la simpatia e l’ammirazione per quanto sta vivendo la congregazione. Si è rafforzato in noi anche il desiderio di conversione e la consapevolezza che la nostra identità deve crescere maggiormente, pur con le nostre debolezze. Per crescere, dobbiamo rafforzare le ragioni di fede che fondano e orientano la nostra attività apostolica. Solo queste possono dare maggiore consistenza e convergenza alla nostra identità e al nostro modo di fare missione.
Seguendo l’esempio del fondatore il beato Conforti, in Cristo troviamo la forza unificante di tutto il nostro modo di essere e di agire. L’unione con Cristo, vissuta nell’Eucaristia quotidiana, ci rende missionari ovunque la famiglia saveriana richiede il nostro personale servizio. Tale unione in Cristo ci permette anche di evitare ogni separazione fra consacrazione e missione.
La vita per Dio e per gli altri
Siamo consapevoli che proprio nell’unità armonica tra missione e consacrazione, sta il nucleo dell’identità saveriana, come è stato pensato e proposto dal nostro fondatore. La totale consacrazione a Dio ci rende strumenti particolarmente idonei al primo annuncio del vangelo. Ci rendiamo conto che l’ideale di unità tra consacrazione e missione è chiaro, ma che la sua attuazione resta complessa, difficile e ancora insufficiente.
La professione dei voti è un impegno a vivere la nostra vita come dono di sé a Dio e agli altri. La testimonianza dei consigli evangelici è già annuncio del vangelo del Regno. In un mondo che dà un’importanza esagerata all’auto-realizzazione, al successo personale e all’individualismo, sentiamo tutta la forza profetica del voto di obbedienza, che è abbandono della propria volontà nelle mani di Dio e in coloro che ci aiutano a seguirla. In una mentalità consumistica, percepiamo la novità del voto di povertà come vita di sobrietà e di condivisione, fiduciosi nella Provvidenza. In una visione edonistica che mette al centro la ricerca del piacere, il voto di castità ci dà la capacità di donare totalmente noi stessi a Dio per servire l’umanità.
Una famiglia di tante nazioni
La nostra famiglia saveriana sta assumendo un volto sempre più internazionale. Questo testimonia in modo più visibile l’ideale e la bellezza della vita religiosa. Il vivere insieme da fratelli, nella ricchezza delle nostre origini e come consacrati a Dio per la missione, ci rende segno tangibile dell’amore di Dio per l’umanità. Sentiamo, allo stesso tempo, di essere di fronte ad una realtà che ci sfida. La nostra risposta sarà tanto più efficace, quanto più sarà radicata la nostra identità di missionari consacrati nella famiglia saveriana.
Il luogo più favorevole per crescere nei valori, che sono alla base del nostro essere, è sicuramente la comunità saveriana. Gli incontri comunitari e la programmazione del lavoro insieme, favoriscono l’armonia fra i valori della consacrazione e quelli della missione. Infatti, là dove si vive bene insieme, si vivono anche più facilmente e con gioia gli impegni presi.
Testimoni di Dio nel mondo
Vogliamo dare maggiore attenzione alla formazione, alla preghiera, allo studio e alla riflessione. È utile anche farsi aiutare da persone sagge, per diventare sempre più convinti che noi siamo unicamente per Dio e per la missione.
Siamo riconoscenti a Dio perché ci ha chiamati a vivere la missione di annunciare la Buona Novella di Gesù Cristo al mondo intero. Pur nella debolezza delle nostre persone, il Signore vuole che noi siamo testimoni della sua vicinanza a ogni uomo e a ogni popolo.
Partecipanti CO.SU.MA








