Innamorate del Burundi
Un consiglio per vivere meglio
La scorsa estate, insieme ad altre quattro ragazze, ho deciso di trascorrere un mese delle mie vacanze in un piccolo stato dell'Africa centrale, il Burundi. A mala pena si riesce ad individuare questo Stato sulle carte geografiche. Eppure, come molte altre nazioni africane, il Burundi si trova a dover affrontare una serie di problemi che vanno dall'alcolismo, all'Aids, allo sfruttamento della prostituzione e alla povertà, sempre presente.
In più, ha tutte le problematiche che conseguono a undici anni di guerra civile, purtroppo non ancora completamente terminata.
Un luogo di pace e unità
In mezzo a tutto questo, però, esistono alcuni luoghi nei quali si crede nella pace e nella vita comunitaria. Non è un sogno o un'utopia. Per chi ama questo paese e il suo popolo, è una realtà che si concretizza sempre più, giorno dopo giorno. Uno di questi luoghi è il centro giovani Kamenge , che ospita ragazzi e ragazze dai 14 ai 30 anni senza distinzione di etnia, cultura, religione o schieramento politico. Suo unico obiettivo è comunicare alle nuove generazioni un ideale: lavorare insieme, hutu e tutsi, musulmani e cattolici, ragazzi e ragazze, non è qualcosa di impossibile; credendo in un futuro migliore, lavorando tutti assieme e fianco a fianco, si può trasformare un'utopia in una realtà concreta.
Il centro giovani Kamenge , nato 16 anni fa ad opera del missionario saveriano p. Claudio Marano insieme a tre suore dorotee ed ad altri due missionari, col passare degli anni ha solidificato le sue fondamenta e ora è un luogo nel quale i giovani hanno la possibilità di incontrarsi, di discutere, di scambiarsi opinioni, di diventare amici. Nonostante le differenze, si può stare assieme, lavorare, essere amici e riuscire a creare un futuro migliore.
S'impara a vivere insieme
La parola che forse descrive meglio il centro è "insieme". Ogni attività infatti, dal torneo di calcio al concerto, da un dibattito su un determinato argomento a molte altre attività, è fatta per abituare i giovani a cooperare e a stare insieme , anche se di etnia o religione diversa. I giovani che vi partecipano diventano punti di riferimento per la famiglia e il quartiere dove vivono, per la scuola che frequentano. Cominciano così a seminare i semi della pace, che spero riusciranno a germogliare presto in tutto il paese.
Quando sono partita, non mi rendevo completamente conto di quanto fosse grande questo progetto. Sapevo solo che padre Claudio aveva fatto e fa tutt'ora molto per il Burundi, ma non l'avevo colto nella sua totalità. Ora sono innamorata di quella nazione e puntualmente, insieme alle altre 4 giovani amiche, ci incontriamo per scambiarci idee e cercare il modo di aiutare il centro giovanile e il suo animatore padre Claudio.
Un consiglio per tutti
Sono nati così i mercatini di Natale , le conferenze a tema per sensibilizzare la gente dei nostri paesi, le raccolte benefiche , magari anche solo tra gli amici. In questo modo, cerchiamo di non dimenticare le amicizie fatte durante il nostro "soggiorno africano” e riusciamo a conservare nel cuore tutta la felicità e la spensieratezza che abbiamo respirato quotidianamente al centro giovani Kamenge .
Posso dare un consiglio a tutti?
Almeno una volta nella vita, fate un'esperienza simile, perché facendo poco si riceve tanto: si intrecciano rapporti di amicizia sincera; si comincia a vedere il mondo che ci circonda con gli occhi giusti; si comincia a dare la giusta importanza alle cose della vita. Noi ora ci sentiamo arricchite e più forti. Soprattutto ci rendiamo conto che esiste un mondo del quale conosciamo poco e che non merita tutto questo silenzio.
Ringraziamo padre Claudio Marano, che ci ha dato la possibilità di fare una simile esperienza, e tutti gli amici che abbiamo incontrato e conosciuto. Speriamo di ripetere presto l'esperienza, magari il prossimo agosto.








