Esperienza in Kenya, Un serbatoio di gioia
Da: SILVIA - È giusto che inizi questo breve racconto ringraziando Dio per la stupenda esperienza vissuta in Kenya, lo scorso agosto.
Siamo partiti in trenta - nove dalla Sardegna - e non è tornato nessuno ! Proprio così! Al ritorno, eravamo trenta persone diverse! Molti penseranno: “Sono rimasti sconvolti dalla povertà, dalle malattie…; per questo ora sono cambiati”.
E invece, prima d'ogni altra cosa, la trasformazione è stata causata dalla scoperta di un serbatoio di gioia! La gioia dei missionari che ci hanno accolto nelle loro case; la gioia dei laici che nei villaggi spiegano la Parola di Dio quando il sacerdote non può arrivare dovunque, perché la sua parrocchia è grande come una diocesi; la gioia di chi è povero e dona qualcosa, perché c'è sempre qualcuno più povero di lui; la gioia dei canti, delle danze, delle Messe lunghe, minimo due ore (ma anche fino a sei!)…
Non voglio nascondere i problemi.
Abbiamo conosciuto tante realtà diverse: la vita nelle baraccopoli, il problema dell'Aids, le bambine violentate, gli ospedali, i disabili… Ma la forza della condivisione sembra davvero prevalere su tutto. Per questo, prima della disperazione si avverte la speranza; prima dello scoraggiamento l'impegno; prima della tristezza… un serbatoio di gioia !
Siamo tornati ognuno alle proprie case per riprendere la nostra vita con uno spirito nuovo: uno spirito più responsabile, che ci spinge a una continua partenza. In venti giorni di missione non possiamo certo dire di aver fatto granché, ma ora sappiamo che al mondo c'è da fare per tutti,
perciò vi lascio con un invito: “Non scegliete di fare i disoccupati!”.







