Incontro dopo incontro, Festa di Saverio con mons. Monari, Brescia
I saveriani di Brescia quest'anno hanno giocato d'anticipo e giovedì 1° dicembre hanno celebrato la festa di san Francesco Saverio, patrono delle missioni, ospitando i sacerdoti della diocesi per la tradizionale mattinata di riflessione, guidata da mons. Luciano Monari. Il vescovo ha condotto un parallelo tra mons. Conforti e il Saverio, a cui il fondatore dei saveriani ha intitolato la sua famiglia di missionari.
L'anima vale l'eternità
Conforti ammira la vocazione missionaria di san Francesco Saverio: "Ha compreso il nulla delle cose della terra e la preziosità dell'anima umana, perché immortale, fatta a immagine di Dio e redenta dal sangue di Cristo, salvata la quale tutto è salvato, e perduta la quale tutto è perduto e per sempre. Questa verità l'ha reso uomo tutto celeste".
"È l'immagine che Conforti ha di Saverio - ricorda il vescovo; ma è anche il suo auto ritratto, quello che l'ha spinto a essere vescovo missionario. L'anima è tutto, vale l'eternità. Il resto passa, non appare, è nulla. Dirlo è la cosa più semplice, ma interiorizzare questo modo di valutare le cose, richiede una conversione profonda del pensiero e una correzione dei sentimenti, perché il mondo con tutte le sue realtà s'impone alla nostra vita, ai sensi, all'immaginazione, per cui condiziona desideri e decisioni.
Com'è possibile fare ciò? La risposta sta nella meditazione. Nella spiritualità del Conforti, la meditazione è stata una dimensione decisiva della sua vita, perché il modo in cui vive scaturisce da quello che lui medita, legge nella Parola di Dio e assimila progressivamente".








