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Prima di ascendere al cielo, Gesù Risorto consegna la sua missione ai discepoli con queste parole: “Riceverete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (Atti 1,8). È questo “il cuore dell’insegnamento di Gesù ai discepoli in vista della loro missione nel mondo” (papa Francesco, Giornata missionaria 2022).          

Anche oggi il nostro mondo è immerso nelle tenebre della guerra, dell’odio, dell’ingiustizia e della morte; a questo mondo dobbiamo portare un messaggio di speranza, di vita e di gioia. “Non siamo mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare Cristo, perché tutti ricevano la Gioia del Vangelo. Tutti hanno il diritto di ricevere il Vangelo e i cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno” (EG 14). “Infatti - continua papa Francesco - non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni. Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione” (EG 266).

Un mondo costruito secondo logiche umane si sgretola. Gesù condanna il modo di pensare e di comportarsi dove prevalgono disuguaglianze, discriminazioni, ingiustizia, sfruttamento dei più deboli. Tutto questo è il risultato della costruzione di un mondo senza il Vangelo e senza “il potere trasformante” e umanizzante della fede cristiana (papa Francesco).
Il nostro momento storico non è facile, come non lo erano i tempi passati. C’è un’umanità intera che aspetta, persone che hanno perduto ogni speranza, famiglie in difficoltà, bambini abbandonati, popoli dilaniati dalla guerra, 800 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo, cristiani perseguitati per la loro fede, quattro miliardi di persone che ancora non conoscono Cristo e il suo messaggio di salvezza.

Di fronte a tutto questo, non si può dubitare dell’urgenza e della necessità della missione. “Esistono ancora zone geografiche in cui non sono ancora arrivati i missionari testimoni di Cristo con la Buona Notizia del suo amore. D’altra parte non ci sarà nessuna realtà umana estranea all’attenzione dei discepoli di Cristo nella loro missione” (papa Francesco, GM 2022).
Papa Francesco continua a dire: “Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore. Non guardate dal balcone la vita, mettetevi in essa. Gesù non è rimasto sul balcone, si è immerso”. Come cristiani non possiamo tenere il Signore per noi stessi. Se abbiamo Cristo nel cuore “non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (Atti 4, 20). Siamo chiamati ad essere testimoni e profeti di quello che abbiamo visto e ascoltato. Il profeta è il portavoce della Parola di Dio e come testimone dà prova nella sua vita dell’autenticità della profezia.

Oggi molti tacciono perché non vedono la realtà che li circonda. Non vedono e non ascoltano i poveri che sono “la carne sofferente di Cristo”, non vedono e non ascoltano i morti in mare, la gente lacerata dalla guerra, il dramma dei bambini soldato, le donne schiavizzate sulle strade, le persone che hanno perso la fede. Non possono testimoniare perché non vedono e non ascoltano. C’è bisogno di missionari di speranza, “capaci di ricordare profeticamente che nessuno si salva da solo” (papa Francesco, GM 2021).
All’alba del Terzo Millennio la missione della Chiesa è ancora agli inizi. Evangelizzare è il segno della giovinezza della chiesa. Il mondo ha bisogno di Cristo e Cristo ha bisogno di noi. Siamo pronti a dire sì al Signore?

Il mondo ha bisogno di Cristo, ha bisogno di amore e giustizia. La missione ha bisogno dei giovani e di ciascuno di noi. Qualche anno fa ero ad un convegno missionario in una città italiana. Mentre parlavo mi sono rivolto verso un gruppo di giovani. Pensando che chiedessi ad un ragazzo di entrare in seminario, lui ha subito detto ad alta voce: “No, no; in seminario c’è già mio cugino!”. Oggi il Signore non si rivolge al cugino, alla zia suora o al cognato prete. Il Signore ha una missione anche per ciascuno di noi. È proprio da ciascuno di noi che si comincia a cambiare il mondo: dal nostro impegno, dalla nostra generosità, dalla nostra preghiera.

E, allora, il più grande nel nostro mondo sarà forse una mamma sconosciuta che lavora e ama nel segreto della sua casa, o un migrante senza patria, o un giovane che dona la vita per Cristo, sarà un nostro conoscente, un “santo della porta accanto”, come dice papa Francesco. Sono le vite che parlano: le vite di tanti laici, sacerdoti e religiose/i anche della nostra Chiesa locale. È grande chi sa amare come Gesù che è venuto per servire e non per essere servito. Siamo disposti a “contagiare” il mondo con l’amore di Cristo?

“Continuo a sognare la Chiesa tutta missionaria e una nuova stagione dell’azione missionaria delle comunità cristiane” (papa Francesco, GM 2022). Facciamo nostro il sogno di Papa Francesco: “Sì, fossimo tutti noi nella Chiesa ciò che siamo in virtù del battesimo: profeti, testimoni, missionari del Signore! Con la forza dello Spirito Santo fino ai confini della terra”.



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