In festa con i benefattori, Dio ama chi dona con gioia
Era una calda domenica di maggio quella che ci ha visto riuniti per festeggiare la carità cristiana di benefattori e benefattrici dei saveriani delle Marche. Sono numerose le persone che ci sostengono, ciascuno secondo le proprie possibilità e, soprattutto, gioiose nel donare. Proprio su questa qualità si sofferma san Paolo: "Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia" (2Cr 9,6-7).
L'amore è come un'onda
L'attenzione che queste persone hanno verso i missionari e i loro popoli è conseguenza dell'amore che hanno nel cuore. Non è semplice filantropia, ma amore ricco di valori cristiani che rendono la persona capace di vivere da "benefattore" ogni giorno. Da questo amore tutti possono riconoscere che essi sono figli di Dio, come scrive san Giovanni: "Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio, perché Dio è amore" (1Gv 4,7-8).
Per Cristo è talmente importante che noi amiamo che egli afferma: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" (Gv 15,12). L'amore cristiano ci apre, ci fa uscire da noi stessi. L'amore è come l'onda generata da un sasso gettato nell'acqua: continua a espandersi, ad allargarsi. Infatti, il missionario non è colui che si chiude in comunità e si crea un'oasi felice, ma è colui che cammina con gli altri e li serve fino a dare la sua vita per loro.
Con il cuore spalancato
Il beato Conforti aveva come motto una frase di san Paolo: "L'amore di Cristo ci spinge"; quindi ci fa uscire, ci fa andare oltre... Recentemente i vescovi si sono espressi contro i respingimenti dei clandestini che arrivano in Italia. Infatti una società che si chiude ferma l'espandersi dell'amore, fa morire l'amore. Gli stessi apostoli, all'inizio, predicavano il vangelo solo ai giudei. Allora Dio, per indirizzarli verso tutti, mandò lo Spirito Santo anche sui pagani.
Gesù ci chiede di essere figli e figlie di Dio-che-ama, di essere persone sempre aperte e accoglienti, che si preoccupano di tutti. Come cristiani, abbiamo la responsabilità di aprire le porte, di andare verso tutti con il cuore spalancato. Lasciamo che l'amore si espanda attraverso i nostri gesti concreti:
"Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15,16).








