Il vento di febbraio e quello dello Spirito
Sto soffrendo il ventaccio che spira e arriva come lama penetrante nelle ossa e mi fa fremere, ma lo sopporto perché vedo già in arrivo la primavera e ne pregusto il tepore e il risveglio. Ho in mente la situazione tragica di tante nazioni: Cecenia, Burundi, Sierra Leone, Congo ... dove umanamente sembra regnare non il febbraio ma l'era glaciale. Situazione analoga la troviamo in moltissime altre zone della terra, anche se abilmente schermata: c'è la prepotenza di pochi che schiaccia chi non ha o non può avere voce; c'è in circolazione una vera fungaia di cantastorie e menestrelli del sacro che, in subdola concorrenza con il Giubileo, cercano di adescare il cuore della gente, manipolando verità, menti e volontà con più pesanti schiavitù; all'apparenza sono appetibili, trascinano, ma poi si dimostrano dispotici, assolutisti, freddi.
Il Cristo della storia viene soprattutto per i milioni di poveri, di diseredati, di sofferenti e porta loro la sua giusti .zia e l'anno di grazia per un mondo migliore, composto di veri fratelli e figli dell'unico Padre; è la sua vera salvezza e soluzione dei nostri problemi. Nonostante questa presenza rassicurante purtroppo regna ancora la tristezza della contrapposizione, la sofferenza dell'invidia, il sospetto della gelosia, l'ansia del carrierismo, l'ingordigia del guadagno.
È abissale il solco che divide l'orgia dei buontemponi e la situazione del mondo dei poveri, dei sofferenti. E Cristo è venuto per colmarlo e per fare giustizia.
Soffia il vento dello Spirito: non può esser contenuto, imprigionato; dobbiamo aprirgli le porte; è la primavera dello Spirito che fiorisce, sta arrivando la creazione di un mondo nuovo! È inarrestabile!








