Il triplice grido… da raccogliere
Mi piace riassumere quel che abbiamo vissuto e stiamo vivendo attualmente come Saveriani in Amazzonia con la metafora del triplice grido.
1. Il grido della creazione-natura-problema climatico... Laudato si’, - Laudate Dominum di Papa Francesco.
2. Il grido dell’umanità-dei poveri-problema socio-ambientale-politico-guerra e pace! (Dilexi te di Papa Leone XIV).
3. Il grido dello Spirito-fame e sete di Dio, da nord a sud, da est ad ovest: dai 4 venti... oltre l’onda carismatica!
Il grido della creazione, della natura, della terra. È forte questo grido che viene dall’Amazzonia! È “il grido della terra”, della foresta che non c’è più... eppure non è morta, ma è in dolore di parto, come ci dice S. Paolo (Rm 8, 18-27). È un problema urgente, drammatico, come disse Papa Francesco nel documento “Cara Amazzonia”... È quello di ‘amazzonizzare’, insomma ci vuole per tutti una conversione ecologica, non a parole e dichiarazioni solenni, ma capace non solo di bloccare il degrado, la desertificazione, ma invertire il processo di morte trasformando il dolore del parto, in ricreazione, di un cielo e una terra nuovi. Ecco la prima sfida colossale che ci attende!
Il grido dei poveri, quei corpi dilacerati dalla fame, dalla miseria, dalla disoccupazione, dall’oppressione che i nostri vescovi già indicavano nel documento di Puebla (1979), proprio come S. Paolo contempla l’umanità che grida (Rm 8, 22ss). Basta che apriamo gli occhi e le orecchie per ascoltare questo gemito straziante. Certo non siamo ai livelli di Gaza, ma purtroppo le disuguaglianze in questi 70 anni, invece di diminuire sono aumentate e i poveri sono ancora i dannati della terra. Leone XIV ha ripreso nel suo primo documento, l’esortazione apostolica, Dilexi te, i poveri e li ha rimessi al centro della Chiesa, come papa Francesco perché sono al centro del Vangelo.
Con la terra e l’umanità anche lo Spirito con gemiti ineffabili si unisce al grido della madre terra e dei figli e figlie di Dio per interpretare e intercedere. È la spiritualità, la mistica del pane degli angeli tanto importante quanto il pane quotidiano. Il senso del vivere in pienezza di cui il Vangelo di Gesù Cristo è appunto il principio e la fine. Come missionari siamo arrivati con il progetto di convertire gli altri (allora si chamavano infedeli!) e ci accorgiamo ogni giorno di più che siamo i primi, insieme alle nostre chiese di origine e a quelle che serviamo da queste parti, ad aver bisogno della “conversione pastorale” di cui ha parlato il documento di Aparecida nel 1991.
Riassumendo: conversione ecologica, conversione ai poveri e conversione allo Spirito (in parole ecclesiastiche conversione pastorale). Ecco le tre sfide per i Saveriani oggi in Amazzonia.







