Bergamo, terra di missionari
Ogni anno, ottobre ci ricorda in modo particolare il nostro impegno battesimale di essere missionari. Infatti, a ogni cristiano è stata affidata la missione di portare l’annuncio del vangelo a tutti gli uomini, di ogni continente e di ogni epoca.
Un ruolo davvero speciale
La terra di Bergamo ha avuto un ruolo speciale in questo impegno cristiano, perché ha donato numerosi missionari, uomini e donne che sono partiti per le nazioni d’oltremare. Inoltre, in diocesi hanno prosperato numerose congregazioni e, recentemente, la diocesi stessa si è impegnata in prima persona con i sacerdoti fidei donum a collaborare in varie chiese del mondo.
Anche i saveriani hanno un’importante presenza in terra Orobica; in tanti hanno seguito il carisma di mons. Conforti e hanno arricchito le schiere dei missionari ad gentes. Ben quattro sono le case dove hanno lavorato e da dove, poi, sono usciti un centinaio di saveriani e una ventina di saveriane. Ma, prima ancora che qui mettessero radici, i saveriani arrivavano direttamente da Grumone, nel Cremonese, per animare le giornate missionarie.
San Guido Conforti
Guido Conforti, ancora ragazzo, sentì la chiamata alla missione, ma i suoi interlocutori (i gesuiti e i salesiani) non lo assecondarono. Divenne comunque prete e vescovo, passando per grandi difficoltà che, con l’aiuto di Dio, riuscì a superare.
Con il sogno della missione rimasto irrealizzato, il Conforti divenne però padre di missionari e “pastore dell’unico gregge universale di Cristo”. Giovane vescovo a Ravenna e a Parma, trovò il tempo e la gioia di fondare i missionari saveriani, che inviò a centinaia nella Cina dei boxer e che oggi sono presenti in quattro continenti.
Vescovo e missionario
Mons. Conforti fu pastore in Italia, ma sempre con la tensione verso la chiesa universale. Credo sia questa la caratteristica con cui la chiesa lo propone a noi cristiani di oggi, a tre anni dalla suacanonizzazione. Così si era espresso il cardinal Roncalli - poi papa Giovanni XXIII - quando nel teatro Regio di Parma commemorò il 25° della sua scomparsa: “…Lo cercavo come espressione episcopale, la più distinta in Italia, di quel felice movimento missionario suscitato dall’enciclica Maximum Illud di papa Benedetto XV. Così io lo cercavo, come rappresentante di quella completezza del ministero sacro delle anime che associa il vescovo al missionario: vescovo di Parma, ma missionario per tutto il mondo…”.
Questo dinamismo del Conforti è ben rappresentato anche dai suoi missionari, reclutati in quasi tutte le regioni d’Italia e perfino nel primo campo apostolico dei suoi missionari, in Cina. Oggi, a oltre cent’anni dalla nascita della congregazione, i saveriani provengono da quasi tutte le nazioni dove essi svolgono attività missionaria.
Uno scambio proficuo
Bergamo ha partecipato a questo coinvolgimento missionario nell’audace progetto di san Guido Conforti. Prima, durante e in particolare dopo l’ultimo conflitto mondiale, la terra di Bergamo è stata percorsa in lungo e in largo da “predicatori saveriani” di giornate missionarie.
Una combinazione strategica che vide avvantaggiati tutti: i saveriani che con la generosità dei bergamaschi sponsorizzavano le propriemissioni e le attività apostoliche, e la chiesa di Bergamo che venne così animata in modo missionario e fatta vivere in tensione continua con il comandamento divino: “andate e fate miei discepoli tutti i popoli”. Il concilio Vaticano II ha proposto questo comandamento come essenza della vita cristiana.
E la storia continua…

Bergamo, animata missionariamente per decine d’anni dai saveriani, ha donato alle missioni un bel numero di saveriani (i viventi oggi sono 56 e i defunti 37), che hanno formato centinaia di giovani impegnati nella vita ecclesiale e sociale.
Sono anche fisicamente presenti sul territorio dal 1945 nelle seguenti località: durante la guerra, a Gromo San Marino (1943-45); a Pedrengo (1945-55); dal 1955 nelle due sedi storiche di Alzano Lombardo (dapprima in via Adobati e poi in via Ponchielli). Inoltre, per la parte femminile, una ventina di giovani (16 vive e 5 defunte) sono diventate missionarie di Maria o saveriane.
Un bel gruppo di questi saveriani e saveriane hanno consumato la propria vita sul campo di missione. Ricordo, in particolare, p. Luigi Carrara di Cornale (Pradalunga), che è stato martirizzato in Congo nel 1964. Quest’anno, con la chiesa di Bergamo e con la sua parrocchia celebriamo il cinquantenario del suo martirio.
Inoltre, c’è da segnalare una partecipazione particolare dei bergamaschi alla direzione della congregazione saveriana. Infatti, due dei nove superiori generali provengono proprio da Bergamo: il compianto p. Giovanni Castelli e p. Rino Benzoni, ora in missione a Kindu, nella Repubblica Democratica del Congo.
La comunità di Alzano, pur nella riduzione di personale e con l’età non più giovanile, s’impegna a continuare questa presenza missionaria nella terra di Bergamo e a tener viva la fiamma dello zelo apostolico tra le nostre comunità bergamasche, anche oltre l’ottobre missionario.


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