''Il Signore sa quello che fa'', P. Gianni Lazzari
Mercoledì 27 gennaio, presso la casa di cura "S. Camillo" a Cremona, è morto p. Gianni Lazzari, missionario saveriano cremonese. Nato a Cremona nel 1940, dopo le scuole medie p. Gianni s'avvia nel mondo del lavoro come apprendista falegname. A 19 anni sente il desiderio di diventare missionario ed entra come "vocazione adulta" dai saveriani a Nizza Monferrato. Dopo gli studi, il 12 ottobre 1969 è ordinato sacerdote nella chiesa di S. Imerio a Cremona per mano del vescovo mons. Bolognini.
"Basta con le bugie!"
Nel 1971 p. Gianni parte per la missione in Indonesia, dove rimane quasi 35 anni. Comincia a Padang, per poi trasferirsi nelle isole Mentawai, dove lavora instancabilmente per 15 anni. Nel 2002 è a Jakarta, come economo delle missioni. Vi rimane tre anni, quando è costretto a rientrare in Italia per curarsi. Vive nella comunità saveriana di Cremona, vicino alla famiglia. Quando le forze glielo permettono, accetta volentieri il ministero in qualche parrocchia vicina, come a Bonemerse e a Gazzo, dov'è apprezzato come confessore e direttore spirituale di tanti amici.
Padre Gianni ha imparato a essere mite e umile di cuore, come Gesù insegnava ai suoi apostoli. Nessuno l'ha mai sentito lamentarsi dei suoi mali, anzi cercava di celarli dietro a sorrisi silenziosi. Negli ultimi giorni di vita ha confessato candidamente: "Basta con le bugie, una dietro l'altra. Sono già stanco, è ora di andarsene!". Ma erano bugie "sante". Diceva sempre che stava bene, per non far preoccupare gli altri. Un confratello gli ha confidato: "Ho pregato per la tua guarigione e che prenda me piuttosto che te". Padre Lazzari gli ha risposto: "No, il Signore sa quello che fa".
Come una festa di Pasqua
Venerdì 29 gennaio, nella bella chiesa di S. Sigismondo, si è svolto il funerale. È stata una festa di Pasqua. C'erano 45 sacerdoti e 14 suore domenicane del monastero S. Giuseppe ad accompagnare i canti in gregoriano. La chiesa era piena di parenti e amici.
Alla Messa, presieduta dal superiore generale dei saveriani p. Rino Benzoni, c'erano 37 saveriani provenienti da Brescia, Bergamo, Milano e Parma. Ovviamente era presente la comunità di Cremona e una decina di sacerdoti diocesani accompagnati da mons. Marchesi, don Fodri e don Giulio Brambilla. Prima della Messa, il rettore della comunità di Cremona p. Pierluigi Felotti ha letto un breve messaggio del vescovo mons. Lafranconi, e ha ricordato le tappe della vita di p. Gianni, definendolo "il santo sofferente sorridente'', che ha raggiunto il premio promesso dal Signore ai suoi eletti.
Durante l'omelia ha parlato p. Germano Framarin, compagno di p. Lazzari negli studi a Parma e nella missione in Indonesia. Di p. Gianni ha ricordato l'amore semplice e profondo per la missione, che l'aveva spinto a chiedere e ottenere la cittadinanza indonesiana, il grande spirito di sacrificio, la pazienza nel dolore, la serenità e il sorriso fraterno.
Lo zuccherino del cielo
Dopo la Messa, la salma di p. Gianni è stata trasportata nel cimitero di Bonemerso, dove lo ha accolto il parroco mons. Cesare Zaffanella per l'ultima benedizione. È qui che desiderava essere sepolto, accanto al compianto parroco don Natale Bellani, al fratello Giuseppe e ad altri parenti e amici.
La comunità saveriana di Cremona gli è stata vicina fino alla morte e lo rimpiange, riconoscendo in lui un degno figlio del Conforti. Un saveriano, spesso vicino a p. Gianni negli ultimi anni, ha detto: "Abbiamo perso il nostro zuccherino". Si può aggiungere che è andato a fare un buon rifornimento nella fabbrica celeste e tornerà a effonderne a piene mani.
Il suo desiderio era come quello di santa Teresa del Bambin Gesù: "Amare, essere amata e tornare sulla terra a far amare l'amore".








