Esempio di fede e coraggio, Così ricordo p. Gianni Lazzari
Ho conosciuto p. Gianni all'inizio della teologia a Parma, quando lui si è unito alla nostra classe. Abbiamo percorso insieme gli anni degli studi fino all'ordinazione sacerdotale del 12 ottobre 1969, lui a Cremona e io a Vicenza. Poi la Provvidenza ha voluto che ci ritrovassimo nel 1971 sullo stesso aereo, ambedue in partenza per la missione in Indonesia. Abbiamo condiviso insieme le prime esperienze nell'incontro con il mondo orientale.
Missione "fuori dal mondo"
Fin dall'inizio, il cuore di p. Gianni era attratto dalle isole Mentawai, dove voleva andare a lavorare. Abitata da gente semplice con una cultura "primitiva", era una zona "fuori dal mondo" e senza collegamenti: non c'era telefono né radio per comunicare con le altre missioni... Per il rifornimento di viveri (riso, frutta e soprattutto verdura) si doveva dipendere completamente dalla vicina Padang, nell'isola di Sumatra, perché i prodotti locali si limitavano a pesce, un po' di carne e tante... banane. Per non parlare delle altre necessità come carburante, giornali e notizie.
Tutto dipendeva dalla tranquillità del mare; durante il periodo dei monsoni poteva succedere che per due mesi nessuna nave potesse partire o arrivare. Dal punto di vista del panorama e della bellezza, queste isole erano certamente una delizia turistica, ma viverci e lavorarci era un'altra cosa.
Testimone del Signore
Padre Gianni ha scelto questa vita per più di venti anni, in due missioni diverse. Non l'ha fatto perché guidato dallo spirito di avventura, ma sapendo ciò a cui andava incontro. Anche in seguito a Kota Baru, Pekanbaru e Jakarta, p. Gianni ha svolto gli incarichi a lui affidati con la sua solita costanza e dedizione.
Scoperta la gravità della sua malattia, l'ha vissuta con grande fede e serenità. Ricordo che quando l'ho sostituito nella parrocchia nuova di Pekanbaru, dove con grandi difficoltà aveva costruito la chiesa e la casa per i missionari, mi ha detto: "Una volta partito, non ti disturberò con le mie critiche a distanza. Potrai lavorare secondo il tuo metodo, per il bene di questa gente, anche se sarà diverso dal mio". Le sue parole mi hanno fatto capire che p. Gianni aveva svolto il servizio pastorale non per farsi ammirare, ma per essere testimone dell'amore di Dio tra la sua gente.
La seconda cosa che mi ha colpito è stata la sua fede e serenità, pur sapendo di avere una malattia che lo avrebbe consumato. L'ultima volta l'ho visto il 10 agosto quando, con alcuni compagni di ordinazione, abbiamo "festeggiato" a Parma i 40 anni di sacerdozio missionario. Ha voluto esserci, sereno e gioioso, anche se per poco tempo.
Padre Gianni è stato un esempio di fede e di coraggio. Il Signore lo accolga nel suo regno d'amore.







