Il Saveriano che fabbrica Rosari
Padre Germano Framarin, saveriano vicentino di Gambellara, è missionario in Indonesia da più di trent’anni. Ha due passioni, alle quali non riesce a rinunciare: cavalcare una moto e fare rosari. Come poi queste due passioni vadano d’accordo, questa è un’altra storia.
Padre Germano si porta sempre dietro filo d’acciaio, pinzette, grani, medaglie e crocifissi. Tutto in una borsetta. La sera, dopo una giornata piena di attività missionaria, siede in poltrona, tira fuori i suoi attrezzi e comincia a imbastire rosari. Lo stesso, quando viaggia in nave o in macchina. Guarda in giro, parla con tutti... ma le mani sono indaffarate con filo e grani. Come le nostre nonne con i ferri della maglia, davanti al focolare. Solo quando subentra l’altra passione, quella della moto, allora le mani sono sul manubrio. Niente distrazioni.
- Quanti ne fai in un anno?
- Non so esattamente. Più di mille, penso.
- Cosa ci fai con tutte queste corone?
- Le vendo alla gente, un euro l’una. Così si abituano a dire il rosario. E poi, vedi, sono in grani fluorescenti. La notte, al buio, sembrano come tante lucciole dentro casa; una luce che richiama la presenza di Maria, la corona di stelle attorno al suo volto di Madre...
Gli domando se ha insegnato a fare corone anche agli indonesiani. “No, questo è un mestiere mio personale… Ma a una signora, sì, ho insegnato il mestiere. Si chiama Ibu Margareth, un’indonesiana cattolica sposata a un buddhista, ambedue di origine cinese. Mi diceva che si annoiava a stare in casa tutto il giorno.
Adesso non si annoia più. Fa corone tutto il giorno.
Le vende ai cristiani. Con quello che ricava, sta costruendo una chiesa ad Aek Nabara, al nord di Sumatra, dove sono stato missionario.
- Ce ne vogliono di corone per costruire una chiesa!
- Eppure, lavorando tutto il giorno, è già a buon punto!








