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Finalmente, dopo molto tempo, il Parco della Mondialità ha riaperto i cancelli. Si è presentato con una nuova veste, più curata in molti angoli, pronto ad accogliere i visitatori.

È stata una forte emozione poter passeggiare lungo i viali ornati dai profumati oleandri e, soprattutto, vedere tante persone sostare davanti ai monumenti, ai punti panoramici o seduti sulle panchine a chiacchierare, come un tempo. Che bellezza sentire riecheggiare nel Campo del Chiasso le allegre voci dei bambini. Riappropriarsi di questo magico spazio è stato, per tutti, tornare a respirare aria di normalità. Mi auguro che ognuno si senta responsabile verso questo grande dono e che ci sia sempre la disponibilità alla collaborazione.
“È stato un duro lavoro - ha affermato il responsabile della struttura Lorenzo di Raco - abbiamo dovuto recuperare alcune zone, ripulirle dalle sterpaglie che il lungo periodo di chiusura a causa della pandemia ha fatto crescere, fino a propagarsi. Ma, alla fine, siamo riusciti a ridare in una veste migliore, agli amanti del Parco, il luogo tanto caro. E molto resta ancora da fare!”.

Il parco, voluto dal saveriano p. Aurelio Cannizzaro, è oggi gestito dal CE.RE.SO (Centro reggino solidarietà), nell’ambito del progetto “In-Dipendenza 2020”. È sede di sotto-progetti a sfondo sociale di assistenza alle persone con disabilità, disagiate e alle famiglie. Sono organizzati percorsi formativi finalizzati a contrastare la “povertà educativa”, cioè l’umiliante diseguaglianza di fruizione di risorse e servizi necessari alla crescita individuale e sociale. Soltanto un equo accesso potrà contrastare la frattura del tessuto sociale.

I progetti mirano, attraverso attività laboratoriali, a sviluppare competenze, coltivare talenti e allargare prospettive di vita in sinergia con associazioni, istituzioni, per una crescita individuale e collettiva. 
Inoltre, il Parco è stato prescelto come sede per svolgere lavori di servizio sociale e, per l’anno scolastico che inizierà a settembre, anche attività di alternanza scuola-lavoro in cooperazione con il Liceo artistico “Preti-Frangipane”. 

Sono nobili iniziative che ci auguriamo possano trovare nel tempo opportunità di costante sviluppo. Così, il Parco potrà pienamente svolgere la sua funzione di luogo di incontro, di dialogo e di accoglienza, come era nel proposito del suo fondatore.



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