Sul cammino della misericordia
Come ogni anno, arriva puntuale la quaresima. È il tempo della riscoperta del battesimo, ovvero il tempo per far rivivere certi impegni cristiani che qualche volta abbiamo lasciato galleggiare troppo facilmente. La quaresima ci ricorda la dimensione missionaria della vita cristiana. Per aiutarci a viverla secondo la dimensione dell’anno giubilare della misericordia, abbiamo raccolto alcune testimonianze dei saveriani in missione.
Un cammino di comunione
Scrive p. Benigno dal Camerun: Nei prossimi tre anni, il valore da assumere, proposto dal piano pastorale, è la ‘comunione’, cominciando dalla comunione con il creato e con l’ambiente naturale e umano. Ho approfittato di questo tema per presentare l’enciclica di Papa Francesco “Laudato sii” sull’ecologia. Certo, questi paesi non sono quelli che inquinano il pianeta, ma si tratta di fare entrare una certa mentalità che educa al rispetto, al non spreco, alla cura dell’ambiente, al bene comune... resistendo alla mentalità dell’“usa e getta”, che spinge a consumi sempre maggiori.
Anche qui le grandi foreste sono tagliate continuamente senza che si ripianti, nonostante l’obbligo sulla carta, e al nord la desertificazione avanza; anche qui il pipeline del petrolio passa senza tener conto dei poveri, e i “grandi” del paese o d’altrove investono e distruggono senza preoccuparsi delle conseguenze; anche qui non c’è la cura dell’ambiente e delle strutture di utilità pubblica come le strade; anche qui la discarica della città accumula montagne di immondizia senza alcuna selezione; anche qui la gente getta carte, plastica e qualsiasi cosa per le strade …
Un nuovo stile di vita…

C’era una volta l’obbligo di cominciare il lavoro alle 10.00 il giovedì, per occuparsi dello spazio pubblico davanti a casa, o magari per chiudere qualche buco nelle strade della città… si è dovuto toglierlo perché nessuno più lo faceva. Il nuovo stile di vita sobrio e solidale che il papa vuole promuovere, si costruisce con tutte queste attenzioni che armonizzano e migliorano la qualità della nostra vita e delle nostre relazioni.
Quando manca l’essenziale, direte voi, … tutto questo è secondario… Ma si tratta di “educare” tutti e dovunque a superare la mentalità egoista e individualista che il mondo consumistico ci impone ogni giorno.
Domenica scorsa celebravo a Pont de Noun e c’era nella liturgia il vangelo della povera vedova, il cui dono generoso, anche se minimo, Gesù ha lodato.
L’obolo della vedova e la gioia dei giovani
Dopo la Messa sono andato a portare la comunione a maman Odile, una vecchietta malata che non riusciva a camminare fino alla chiesa. Ci ha accolto con gioia, ha ricevuto con amore la comunione e poi ha insistito perché prendessi un casco di banane e due pezzi di canna da zucchero che aveva in casa: era proprio l’obolo della vedova!
I giovani di Djingah sono riusciti ad avere un terreno per lo sport e, con l’aiuto di tutta la comunità l’hanno livellato, perché era in pendenza, e l’hanno inaugurato; è stata proprio una festa, con la partecipazione massiccia di tutti e il pasto gioioso preparato da chi non aveva più le forze, ma aveva ancora un cuore da giovani. È un’esperienza bella che fa scoprire il valore di una vera, gratuita solidarietà, e che dà il coraggio di andare ancora avanti.







