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Guardando l’album delle sorelle Vignuzzi, che hanno donato la casa ai saveriani, ho trovato alcune foto storiche e interessanti della vita degli inizi del novecento e della chiesa di San Pietro in Vincoli. Il nome latino significa “San Pietro in catene”.

In realtà, si tratta del carcere Mamertino di Roma, diventato famoso quando papa Silvestro lo dedicò nel 314 a San Pietro, perché qui vi furono rinchiusi gli apostoli Pietro e Paolo, prima della loro crocefissione e decapitazione. Quindi, quest’anno è una storica ricorrenza per il paese che ne porta il nome, che ci richiama la triste realtà della prigione. Nel codice romano c’era solo il carcere preventivo in attesa della sentenza del processo che comportava la condanna a morte.

Ospizio dei pellegrini romei

Il nome del paese di San Pietro in Vincoli deriva dall’ospizio dei pellegrini romei, inaugurato nel 1030, anche con il contributo del re Stefano I d’Ungheria. L’ospizio fu trasformato in abazia di benedettini e poi in monastero di camaldolesi. Gli edifici dell’abazia sono andati in rovina dopo l’unità d’Italia, in parte trasformati in villa Rasponi e poi nella caserma dei carabinieri. Oggi, a fianco alla caserma, si vede un piccolo portale che sembra il solo resto di una precedente chiesetta.

La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli è indicata così dopo il concilio di Trento. Anche l'originario campanile romanico quadrato del 1179 è stato ricostruito nel 1954. Ancora si può notare sull’angolo del campanile un blocco bianco angolare con la scritta latina della fondazione.

La croce della chiesa

La fotografia storica, scattata dall’angolo del campanile, riproduce i dintorni della chiesa dove si vedono stesi i panni ad asciugare al sole e, sulla strada, un biroccio trainato da un giumento. Fra il portale della chiesa e il campanile si nota la secolare croce ferrea di qualche missione parrocchiale della fine dell’ottocento, che ha in basso il famoso monogramma IHS - “Gesù Salvatore degli uomini” - di san Bernardino da Siena.

Anche di questa croce si racconta sia stata piazzata lì la notte del capodanno santo del 1900, dopo che era stata abbattuta da facinorosi iconoclasti nel 1892 e tenuta in chiesa fino alla prima notte dell’anno santo, per riportarla poi di nuovo sulla strada.

È bene richiamare che le pievi e abazie della Romagna sono state promotrici di evangelizzazione della popolazione del territorio.



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