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Per conoscere le culture del mondo

All’interno della Casa Madre di Parma sono ospitati il museo cinese e quello etnografico.Vi lavorano tre saveriani: p. Emilio Iurman è direttore; p. Domenico Dilani coordina le attività; p. Stefano Coronese accompagna i visitatori, di cui ci parla in questa pagina.

Padre Emilio Iurman, direttore dei due musei saveriani, sta facendo la classificazione informatica del patrimonio artistico ed etnografico. È un lavoro paziente, che si svolge dietro le quinte.

Nello stesso tempo, cerchiamo di migliorare la presentazione degli oggetti del museo, per rendere più facile e più ampia la visione da parte dei visitatori. A me è stato dato l’incarico di accogliere i visitatori e di fare loro da guida. Dopo questi primi sei mesi di esperienza posso tracciare un piccolo bilancio.

Un museo per tutti

Al museo vengono persone delle più svariate categorie e di tutte le età; persone singole o a piccoli gruppi. Spesso sono cittadini di Parma oppure temporaneamente residenti in città, come gli studenti universitari. Altre volte è gente di passaggio, turisti, pellegrini, conoscenti. Anche dalla provincia e dal resto d’Italia ci sono presenze significative; talvolta anche studiosi e ricercatori dall’estero.

Le comitive sono costituite da gruppi parrocchiali che vengono a visitare i luoghi dove è vissuto il beato Conforti e abbinano la visita al museo. Ma ci sono state anche una quindicina di scolaresche, dalle elementari alle superiori, e gruppi culturali e di anziani che includono nei loro programmi di attività la visita ai musei.

Perché vengono

Gli studiosi e i ricercatori visitano i nostri musei per un evidente bisogno di approfondimento. Qualche direttore di museo estero vuole vedere come è attrezzato il nostro, con che criterio sono esposti i pezzi. I turisti vengono per conoscere tra i monumenti e i musei della città, anche quello saveriano d’arte cinese.

Alcuni sono spinti da semplice curiosità. Molti parmensi, soprattutto avanti in età, scoprono con sorpresa che la loro città possiede un museo di questo tipo: non se n’erano mai accorti, pur vivendo qui da una vita… Alcuni anziani, dei pensionati diurni, qui trascorrono un’ora diversa. I familiari dei missionari, quando vengono a trovare i loro congiunti, ne approfittano per conoscere meglio le terre dove lavorano i saveriani. Le scolaresche infine, condotte dai loro insegnanti, completano il lavoro svolto in classe.

Commenti favorevoli

Con quasi tutti i visitatori il discorso continua anche dopo la visita. Le loro reazioni sono entusiastiche; le critiche e i suggerimenti utili e costruttivi. Alle scolaresche, al termine della visita, distribuiamo un piccolo questionario. Gli insegnanti, al momento della prenotazione, ci comunicano l’obiettivo didattico che desiderano conseguire.

Stabiliscono essi stessi la tematica da presentare, che poi riprendono nelle lezioni a scuola. Per le scuole, la conoscenza dei popoli avviene attraverso la geografia, la storia e naturalmente l’arte. In questi casi, la visita è per settore, breve e concentrata su alcuni aspetti soltanto.

Ciò permette agli alunni di tornare per conoscere un altro Paese o approfondire un altro argomento. Tra i temi affrontati ci sono i seguenti: il valore dei simboli, la Cina dall’arte all’attualità, il significato della missione tra i popoli…

Esigenze e richieste

Sono almeno due per ora le esigenze emerse. Sentiamo il bisogno di un piccolo libro-guida del museo; non tanto dei pezzi esposti, ma soprattutto delle piste di riflessione e di approfondimento su argomenti specifici, soprattutto per il mondo della scuola. Ci vorrebbe anche un piccolo ricordo, magari una riproduzione di un oggetto esposto in museo, da tenere come souvenir.



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