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Domenica 1° maggio abbiamo inaugurato il mese mariano con la benedizione di un quadro della Madonna della Pace. Esso dà colore allo sfondo bianco, sulla parete del salone, dove si celebra la Messa prefestiva ogni sabato.

Destinato all’Indonesia e invece…

In questo quadro, il tema della pace è sviluppato in un modo nuovo per l’iconografia mariana. La Madonna reca nella destra un ramo d’olivo e nella sinistra una colomba bianca, in procinto di spiccare il volo.

Il mosaico, opera del laboratorio dei mosaicisti della basilica di S. Marco in Venezia, è il modello in piccolo di un mosaico che fu loro ordinato. Per non tenerlo inutilizzato in laboratorio, il maestro Vaccher cercava un “acquirente” a cui donarlo e possibilmente inviarlo in qualche missione. Egli stesso stese il certificato, nel quale è dichiarato che il quadro non è vincolato dal ministero dei Beni Culturali.

Fu tramite Alberto Benvenuti, scout del Taranto Ottavo trasferitosi a Venezia, artista, miniaturista e incisore, allievo dell’Accademia di Belle Arti a Venezia, che ottenni il mosaico. Tornato da poco dall’Indonesia pensai di inviarlo nelle nostre missioni del Grande Arcipelago. Nel retro, il quadro reca la dedica, in parte scritta anche in indonesiano.

Più di una succursale

Tuttavia, dopo ripetuti tentativi, la spedizione non fu possibile per ragioni di sicurezza; si temeva per la sua incolumità. Così pure non ebbe successo l’interessamento di p. Otello Pancani, allora procuratore dei saveriani, a Jakarta. Era entusiasta di portare con sé, come bagaglio, il mosaico che rimase con me fino ad approdare ai lidi jonici.

Dopo vent’anni di “gestazione nascosta”, il quadro è ritornato alla luce e viene offerto alla venerazione dei fedeli tarentini. L’hanno accolto con grande ammirazione, come riferiscono le prime testimonianze, qui riportate.

D’altronde, la parrocchia di Lama è sotto la protezione della Madonna della Pace. La casa dei saveriani ora ha un titolo in più che semplice succursale!


Un’immagine preziosa e sognata

Scoprire un’immagine è stata una sorpresa: il volto di una madre che, in sogno, avevo già visto e che mi ha colpito ancora di più proprio per questo. È un’immagine preziosa, non solo per il suo valore artistico, ma soprattutto per la bellezza della giovane donna dalla pelle ambrata e dagli occhi dolci e pensierosi. I simboli che ha tra le sue mani, la fanno identificare come Madonna della Pace. Alcuni segni lei li ha già compiuti: aver riunito tante persone per accoglierla, aver fatto recitare per lei il primo rosario a maggio. Io la guardo in quegli occhi già visti, occhi che tutti noi potremo ammirare da oggi in poi!

Teresa


Grazie Maria Santissima!

Ho avuto l'onore e la gioia di partecipare a un evento speciale e, per quanto mi riguarda, anche straordinario. P. Stefano Coronese, da poco tempo residente nella casa dei saveriani di Lama, ha generosamente arricchito la sala con l'icona della Madonna della Pace. Il momento della sua presentazione è stato coinvolgente, anche perché l'immagine trasmette un'espressione della Madre di Gesù molto significativa.

Infatti, contemplando l'icona, emerge lo sguardo della compassione di una madre premurosa e dispiaciuta per i suoi figli che ancora tardano a comprendere la via della pace… La sua espressione sottolinea proprio l’intervento speranzoso, pronta a offrire la pace a quanti la desiderano.

Ma, più ancora, emerge l'attenzione di una madre che anticipa i desideri, i bisogni dei propri figli, come alle nozze di Cana di Galilea. Grazie Maria Santissima e grazie anche a voi, cari saveriani.                  

Maria Rosaria



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