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Il missionario ricorda la mamma Mercede

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Mamma Mercede Meloni è deceduta il 26 ottobre 2012 a Quartu S. Elena (CA). Il figlio ci ha scritto dal Bangladesh il 5 novembre, festa del nostro santo Guido Conforti, invocando la sua benedizione.

Ringrazio tutti per le parole di affetto e di conforto per la morte della mamma; grazie soprattutto per le preghiere. La foto è... del secolo scorso: un sorriso antico ma vero, di quando c'era ancora il babbo. Li ricordiamo così, gioiosi, noi di famiglia e tanti missionari che li hanno conosciuti e hanno apprezzato la loro ospitalità.

"Sante" sono tutte le mamme

  Di mamma dico solo che era "una santa", perché penso che tutte le mamme dei missionari siano "sante". Dio sa di quanto le sono debitore. Sopratutto le sono grato per avermi lasciato partire da casa quando avevo solo dieci anni, con la mia pazza idea di voler essere missionario. Altri tempi, ma una vera partenza "da trauma" per qualunque mamma di qualunque tempo.

Da Cagliari in Sardegna ad Asti in Piemonte era una distanza incolmabile: passò un anno intero prima che potesse rivedermi, e per soli venti giorni. Poi un anno ancora, e così via fino alla partenza per la missione del Bangladesh. Praticamente, quando lei aveva solo 32 anni, mi ha offerto al Signore per sempre.

Staccarsi da un bambino di dieci anni: "una pazzia assurda", direbbero oggi ogni psicologo e ogni mamma, come se le mamme di allora non avessero avuto un cuore. Grazie mamma, e grazie babbo, per non avermi ostacolato nella mia vocazione. Grazie per la vostra fede e la vostra fiducia.

Il fascino di mamma Mercede

  Di mamma non dico altro, se non che chiunque l'ha conosciuta ne è rimasto affascinato. Passo invece la parola a qualcuna delle innumerevoli mail ricevute in questi giorni qui in Bangladesh.

"Son contento d'averla incontrata ancora nel 2011 e poterla ricordare così: «donna coraggiosa e ottimista» (p. Fernando Abis, Indonesia). "Conservo il ricordo del suo volto, sempre sereno e accogliente" (p. Pinuccio Ibba, Parigi). "La fede che ha caratterizzato tua mamma in mezzo a noi ti sia di sostegno" (p. Franco Bordignon, Congo). "Una donna di fede straordinaria" (p. Arduino Rossi, Bangladesh).

"Cara era e rimane mamma Mercede, una donna sempre positiva, forte, con un cuore enorme. Aveva sempre belle parole da dire, tanto amore da dare. Sono stata fortunata ad averla conosciuta, e mi ha riempito il cuore poterla amare. Un vero privilegio" (Alesssia Pinna). "Ringrazio Dio di essere benedetta, per aver conosciuto la mamma e aver goduto delle sue gentilezze" (Carmen, Spagna). "Ringrazio il buon Dio per sua lunga e bellissima vita, con tanti buoni frutti" (Marian, Spagna).

"In quest'ultima fase della vita ha dimostrato di essere forte come una roccia, come solo una grande donna sa essere" (Francesca). "La nonna ci ha insegnato il vero valore della vita e come essa va interpretata. Una nonna sempre sorridente" (Nicola)...

I nostri vicini di casa

Un ricordo particolare l'ha scritto la saveriana Giuliana Picci, nostra vicina di casa a Quartu S. Elena. "Era il 16 ottobre del 1953. Accompagnate dal nostro babbo Stefano, io e mia sorella Ersilia partivamo per Parma, per entrare tra le missionarie saveriane. Con noi c'era un gruppo di "apostolini", tra cui il piccolo Gabriele.

Ci raccontava mamma Mercede: «Quando ho visto Gabriele venirmi incontro per abbracciarmi, ho sentito una grande forza nel cuore e, nonostante il dolore del distacco, per non turbare la gioia di un bambino, l'ho abbracciato come se non dovesse partire». Lei è sempre stata generosa, permettendo a p. Gabriele di tornare in missione tra i disabili del Bangladesh. A Mercede e a tutte le mamme dei missionari diciamo "grazie" perché si sono fidate di Dio e hanno collaborato alla realizzazione della missione dei figli".

Una speciale benedizione

Mi domando se ora, dal cielo, mamma Mercede possa fare qualcosa di bello... Magari ottenere una speciale benedizione per tutte le giovani mamme di oggi, perché anche loro preparino un buon terreno nel cuore dei loro bambini, così che se Dio vuole, possa seminarvi il piccolo seme di un vocazione speciale.



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