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Non è facile trasferire in parole scritte le emozioni che si vivono nella vita quotidiana, che si sperimentano ogni giorno nel lavoro missionario. Nel passaggio dalla mente alla penna, si perdono i colori, i fiori, gli odori di questo vero paradiso terrestre. Descrivere la mia esperienza missionaria ad Acoyotla (Messico) nella sua totalità diventa difficile. Accontentatevi del mio entusiasmo e della mia gioia per comprenderne la profondità.

Una comunità... mondiale

Cosa fanno i saveriani ad Acoyotla, la missione "Nostra Signora di Guadalupe" sulle alture nel golfo del Messico? Tutto quello che un prete può fare in una parrocchia, aggiungendoci tutto quel più che la missione richiede. Siamo tre saveriani di tre continenti: una comunità mondiale.

C'è il messicano p. Angel Morales, il braccio pratico della missione, che con decisa saggezza ci coordina come rettore di comunità. C'è il diacono indonesiano Agus Bernardus, artista e musicista, che rende bella la nostra preghiera e dà freschezza alle nostre liturgie.

E ci sono io salernitano, parroco della missione, che organizzo le attività pastorali e formative, orientando le nostre comunità alla missione evangelizzatrice. Cerco sempre di convincere e coinvolgere i laici e catechisti, che sono il vero motore della nostra attività pastorale missionaria.

Il Signore ci accompagna

Il Signore accompagna il nostro lavoro: si vede dalla forza che ci dà per affrontare il costante e, a volte, difficile lavoro pastorale. Non mancano infatti situazioni scoraggianti. Ma il Signore ci precede: si vede nella fede e nella speranza delle persone che incontriamo e serviamo ogni giorno nelle visite alle comunità, e soprattutto nel generoso donarsi di tanti catechisti e coordinatori.

Dopo quattro anni di esperienze belle, ma anche di errori commessi, è sempre meraviglioso vivere e sperimentare ogni giorno le splendide sorprese che la Provvidenza mette sui nostri passi. Gli incantevoli scenari della natura (fiori, monti, fiumi...), ma soprattutto la gente coraggiosa e paziente, danno a noi missionari l'energia per perseverare nel servizio e per continuare a esclamare nella nostra povera preghiera: "Quanto è grande il Signore che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli e sulla terra!".

Siamo venuti qui per evangelizzare, ma poiché il Signore ci ha inviato in un paese ricco spiritualmente, culturalmente e umanamente, la cosa migliore che possiamo fare insieme - la gente e noi - è far crescere e fortificare la nostra fede e darne ragione agli altri.

Il mio primo dovere

Come posso continuare a essere utile nella parrocchia missionaria di Acoyotla? Ora lo so: qualsiasi cosa è utile, ma soprattutto ho il dovere di essere un santo sacerdote; uomo che aiuta, uomo che ascolta, capace di affetto e di pazienza. Questo mi aiuterà a essere un buon missionario (parlo per me, naturalmente!).

La gente che incontriamo ogni giorno è uguale a tante altre persone del mondo, con le stesse necessità materiali, forse peggiorate dalle ingiustizie e dalla situazione sociale in cui è costretta a vivere. Ma ha grandi sogni e desideri e ha bisogno di amore. Noi tutti, voi e io, possiamo collaborare personalmente: chi desidera venire qui - o anche a distanza - per fare qualcosa che colmi alcuni bisogni, chi desidera contribuire al loro benessere donando qualcosa di sé e di suo è benvenuto.

Ma prima di tutto ricordiamo che l'esperienza più bella di missione che possiamo fare è questa: non dimenticarci che ogni essere umano merita la nostra attenzione; che il benessere spirituale e materiale deve essere il primo obiettivo da promuovere e perseguire per tutti gli uomini e le donne, degni di questo nome.

Io ringrazio Dio per avermi concesso di incontrare la gente della missione di Acoyotla, e ho la certezza che mi donerà la forza e la capacità di fare ancora qualcosa di buono per loro. Insieme a voi tutti.



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