Il mio amico Francesco
Una profonda tristezza abbraccia il mio cuore. Le perdite fanno riaffiorare questo sentimento... Ho perso un Amico. Anche se lui non lo sapeva, era mio amico. Mi ha dato tanti consigli... Ricordo, con maggior intensità, il tempo vissuto con la paura per la pandemia. Vedendolo camminare solitario in piazza S. Pietro, trasmetteva sicurezza e fiducia. In quella notte piovosa, ci manifestava coraggio, accoglienza. Mi ha mostrato che non ero solo. Le sue parole e le sue decisioni mi hanno formato tanto. Ho avuto la grazia di potergli stare vicino alcune volte, pregare con lui, ascoltarlo occhi negli occhi. Nel luglio 2015, a Santa Cruz de la Sierra, a fianco dell'amico Sergio Gualberti, per l’incontro con i rappresentanti dei movimenti sociali, arrivati da tutto il mondo, ci disse: “Nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti”. E poi nell'ottobre del 2019, in S. Pietro, quando ha voluto incontrare gli indios nei giardini vaticani, e poi nella Celebrazione Eucaristica in basilica e, informalmente il giorno seguente, abbracciarli e camminare assieme a loro fin dentro la sala Nervi. Mi sono emozionato per i suoi gesti sorprendenti che, invece, spaventavano tanti altri, ma che mi facevano dire: Dio è in questi gesti. Nella semplicità di Francesco, ho intravisto la grandiosità di Dio. Nell’insistenza di Francesco per la difesa delle minoranze e della “casa comune”, ho potuto scorgere Gesù... Francesco è stato uno spartiacque nella mia fede. Con la sua partenza, provo tristezza, nostalgia, sento il cuore comprimersi. In piazza S. Pietro, Francesco ha percorso l’ultimo giro tra la gente che gli ha dimostrato affetto e gratitudine… la sua ultima passeggiata apostolica. Oggi, Pietro, lo ha accolto, spalancandogli la porta del Paradiso. Grazie di e per tutto, Francesco.
Tuo, Diego.








