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Scorrono le immagini del tuo rito funebre con i cosiddetti potenti del mondo al cospetto della bara chiusa che ti accoglie e protegge. Ora che sono nel cuore della cristianità come vorrei che scendesse un raggio di luce a illuminare le loro menti perché le parole si trasformassero in gesti di pace, di collaborazione, oltre le immagini simboliche. Quanto hai cercato per tutta la vita, per tutti questi dodici anni un segnale di distensione, di ascolto. Ti sei consumato nel ripetere le stesse invocazioni, hai sentito addosso il peso di ciò che consideravi profondamente ingiusto. Parole chiare e nette che ho sentito di persona risuonare a Verona nel maggio scorso per l’appuntamento di “Arena di Pace”, in una giornata calda, soleggiata, illuminata ancora di più dalle tue risposte puntuali su ogni argomento. Come dimenticare p. Alex Zanotelli che ti ha quasi avvolto nella bandiera con i colori della pace. Come dimenticare quei due imprenditori (uno israeliano e l’altro palestinese) abbracciati con te per chiedere: FERMATEVI. Un anno dopo, quell’appello è ancora lì. Mai hai rinunciato ad esprimere il tuo pensiero anche davanti a chi, con te di fronte, indossava sorrisi di circostanza, ma poi rifuggiva dalla conversione del cuore. 
Il cardinale decano, il bresciano Giovanni Battista Re, con parole sagge tratteggia la tua personalità, il filo conduttore di un pontificato scolpito nel marmo. Sei stato proprio il parroco, il vescovo, il Pontefice degli ultimi Lettere, telefonate, pensieri erano protesi a consolare, a incoraggiare chi viveva nel dolore, nella povertà, nelle difficoltà con uno stile familiare, sorprendente, ma in grado di incontrare tutti, anche i non credenti. 
Paola Marinoni, sorella di p. Claudio missionario in Brasile, ti ha scritto durante la malattia di suo marito, anche lui di nome Claudio. L’ha fatto per trovare un po’ di conforto, che si è trasformato in gioia quando dal Vaticano e arrivata la risposta. “Papa Francesco commosso per quanto appreso assicura al signor Claudio un orante ricordo all'Altare ed incoraggia a guardare Gesù Crocifisso perché in Lui troviamo la risposta divina alla provvidente presenza del Padre che non fa mancare il conforto del suo amore, nonostante le prove della vita”. 
Ciao caro Francesco… Non ti dimenticheremo. Sostieni dall’alto tutti noi e il tuo successore.



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