I racconti per il catechismo
Pubblichiamo questa lettera rivolta al nostro redattore dalla Sardegna e curatore della rubrica per i ragazzi a pagina 2, p. Oliviero Ferro, a cui affidiamo anche la risposta. è una testimonianza che ci incoraggia a continuare questo magnifico lavoro, che spesso sembra essere senza riscontri, quasi a perdersi nel vuoto di vite sempre piene di troppe voci. Le parole della catechista insieme ad altri piccoli messaggi che arrivano in redazione, ci fanno capire che non siamo soli, che la condivisione è più ampia di ciò che immaginiamo. Grazie per il sostegno e ancora una volta vi invitiamo a diffondere il nostro mensile. Siamo due catechiste che seguono bambini dai 7 ai 9 anni. Sono 19 fanciulli in tutto, perché l’anno scorso non c’erano catechisti e non si è potuto fare. Il tema scelto è conoscere Gesù. Abbiamo iniziato ad ottobre, incontrandoli 2 volte al mese: una sola con i bambini e l’altra anche con i genitori. A fine gennaio abbiamo consegnato il Vangelo che, si spera, leggeranno magari proprio con i genitori (la speranza è l’ultima a morire). Per cui il tempo è molto ristretto. Abbiamo iniziato con la carta d’identità sia dei bambini che di Gesù come consigliato dai manuali. Abbiamo fatto una piccola rappresentazione dell’Annunciazione e letto il Vangelo della nascita di Gesù. Vorremmo continuare. Posso trovare i racconti che tu scrivi su “Missionari Saveriani” magari a Vicenza, visto che sono di Cittadella? Un grande grazie. Maria Fior G. ma Maria, grazie per avermi scritto. Mi fa molto piacere sapere che vi date da fare per far conoscere Gesù. Normalmente i miei racconti sono sempre nella seconda pagina di “Missionari Saveriani” (non so se lo ricevete). In ogni caso, quelli del 2025 hanno come tema i “camminatori”. E sono proprio i protagonisti del Vangelo. Ve li mando tutti, sperando vi possano servire. E se ne volete qualcuno nuovo, fatemelo sapere e così posso provare a comporvelo. In ogni caso, potete andare nell'archivio del Giornale su internet (www.saveriani.it), e troverete questi e anche quelli degli anni passati. Buon lavoro e non scoraggiatevi! L’importante è seminare, guidare, accompagnare, senza dar nulla per scontato. Anche questa è la missione a cui siamo chiamati. La definiscono nuova evangelizzazione in questo occidente sgangherato. Prendiamone atto e proseguiamo nel nostro lavoro, rafforzati dalla Speranza di questo anno giubilare. p. Oliviero Ferro, sx








