Il dubbio, l’errore, il silenzio e l’ascolto
Ci troviamo spesso nel turbine di notizie così drammatiche che, per autodifesa, tendiamo a farcele scivolare via dalla testa e dal cuore. Meglio pensare alla quotidianità prima che ci ferisca anch’essa. In questo modo, rischiano di perdersi eventi che magari tali non sono perché non coinvolgono clamore attorno a sé, ma sono fonti di speranza per guardare al futuro. In particolare, faccio riferimento ad un incontro speciale tra il Presidente Mattarella e l’architetto Renzo Piano, che hanno parlato agli studenti di Architettura del Politecnico di Milano. Già il luogo scelto, la biblioteca dell’Ateneo che porta il nome dell’archistar, dava una connotazione intima, del resto “è qui che incontro gli amici” ha spiegato Piano. E un rapporto confidenziale emergeva tutto, in quel ‘tu’ così inedito per noi che conosciamo solo l’aspetto istituzionale. Ma è il discorso del Presidente (l’amico Sergio per Piano) che merita di essere diffuso e che riassumiamo qui in questo inizio d’estate.
“È importante sempre, anche alla vostra età, sottoporsi continuamente a verifiche o auto verifiche. È il valore del dubbio: il dubbio verso quello che sembra certo a prima vista. Sottoporsi al beneficio del dubbio aiuta a capire i possibili errori. Serve una forte dose di autocritica costante. Non c’è cosa peggiore che andare avanti in maniera ottusa. È uno degli ingredienti fondamentali della democrazia. Bisogna avere il coraggio di sbagliare, per aprire strade nuove, una quantità di scoperte fondamentali, che hanno fatto progredire la ricerca, hanno avuto origine da errori. Sbagliare è prezioso perché fa riflettere. I momenti di silenzio sono fondamentali per sfrondare la realtà dalle sovrastrutture. Servono a pensare. Il momento di silenzio è anche un atto di rispetto per le intenzioni che si nutrono, per il progetto che si ha per le mani. Un insegnamento tanto più valido in tempi in cui sembrano regnare caos e rumore. Se tante persone, anche a livello internazionale, ascoltassero un po’ di più ne avremmo un grande vantaggio. L’ascolto è la chiave del progresso, della vita. Dovrebbe essere l'attitudine più facile. Siamo nati per ascoltare. Ascoltare chiunque, tutti, sempre, non è una cortesia, è un arricchimento, è una cosa indispensabile. Vale per qualunque tipo di progetto. Quella di ascoltare è la strada per la pace.








