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Il dialogo antidoto a diffidenze e ostilità

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MESSAGGIO ALLE CHIESE

Il dialogo antidoto a diffidenze e ostilità

card. LUIS ANTONIO TAGLE

 Alla consegna del premio Zayed per la Fratellanza Umana, ad Abu Dhabi, è intervenuto il cardinal Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

In un mondo dove la secolarizzazione avanza sempre di più, l’unico antidoto sono l’incontro e il dialogo fondati sull’amicizia e sul rispetto tra persone di diverse tradizioni religiose. Questo può aiutarci a superare quella forma di sospetto che, purtroppo, vediamo sempre più spesso nelle società fortemente secolarizzate, ovvero la diffidenza o addirittura l’ostilità non solo verso specifiche tradizioni religiose, ma nei confronti della dimensione religiosa stessa. La Chiesa cattolica riconosce e sostiene il valore della promozione dell’amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose e, allo stesso modo, quanto questi elementi siano importanti oggi poiché, da un lato, il mondo è diventato, in un certo senso, più piccolo che mai, e, dall’altro, il fenomeno della migrazione ha intensificato il contatto tra persone e comunità di varie tradizioni, culture e religioni. In diverse parti del mondo esistono situazioni in cui la convivenza è difficile e in cui motivazioni politiche o economiche strumentalizzano le differenze culturali o religiose, alimentando incomprensioni o errori del passato, generando un clima di sospetto e paura. In effetti, ogni volta che intraprendiamo la strada del dialogo, seguendo il percorso tracciato dal Documento sulla Fratellanza Umana (2019), diventiamo sempre più autenticamente umani. Nelle società dove la religione è vista come qualcosa di inutile o persino pericoloso e si pensa spesso che la convivenza sia possibile solo se le persone relegano la loro appartenenza religiosa alla sfera puramente privata o si incontrano in spazi ‘neutri’, privi di qualsiasi riferimento al trascendente il dialogo è davvero l’unica soluzione percorribile.
È impossibile pensare che la fraternità possa nascere in un ‘laboratorio’. Naturalmente, è necessario che tutti rispettino le sincere convinzioni degli altri, inclusi i non credenti, ma dobbiamo avere il coraggio e la pazienza di farlo restando fedeli a ciò che siamo e a ciò in cui crediamo. Il riconoscimento del diritto fondamentale alla libertà religiosa, in tutte le sue dimensioni, è essenziale per la pace nel mondo e per la convivenza comune.



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