Il cellulare grida, il computer urla
Il 21 e 22 marzo, noi studenti di terza della scuola media “I.C. Marconi-Oliva” di Locorotondo (BA) abbiamo avuto modo di incontrare, nell’aula magna del nostro “tempio della conoscenza”, il saveriano p. Carmelo Sanfelice, che ha trascorso gran parte della sua vita in Congo RD.
Il titolo di quest’incontro, “Il cellulare grida e il computer urla”, fa capire subito l’argomento che il nostro relatore ha voluto trattare e sviscerare: il coltan.
Un minerale prezioso e ricercato
P. Carmelo ha percorso un po’ la storia del Congo. Poi, tutti insieme abbiamo preso in esame, su una cartina geografica, l’area compresa tra le città di Kisangani, Goma e Bukavu, che è appunto la zona delle rocce montagnose di coltan. È stato impressionante vedere che sotto prati sconfinati si estendano quelle miniere.
Questo minerale è costituito da due elementi: la colombite e la tantalite o tantalio (da essi deriva la sintesi in “coltan”). È una straordinaria scoperta degli ultimi trent’anni ed è molto raro in natura.
Il coltan è utilizzato per la fabbricazione di telefonini, gps, armi, televisori al plasma, mp3 e mp4, macchine fotografiche, missili, satelliti, computer, console, videogiochi, razzi spaziali, giocattoli elettronici, telecomandi per armi guidate a distanza... Serve specialmente per formare sottili e forti isolanti tra i vari campi elettronici.
Anche in medicina si fanno cose straordinarie, grazie al coltan, che è essenziale per lo sviluppo delle nuove tecnologie. Inoltre, per tutte queste sue proprietà, è anche radioattivo e ha bisogno di molte precauzioni per essere lavorato.
I nostri coetanei nelle miniere
L’80% del coltan si trova in Africa e precisamente in Congo. È qui che le grandi società multinazionali se lo contendono. Ma è anche una strada mortale per tanti congolesi.
I “grandi signori del mondo” sono la causa della povertà e dello sfruttamento che da anni gravano sull’Africa. I giovani agricoltori e allevatori trovano più conveniente, nell’immediato, andare nelle foreste del “coltan”. Così come molti ragazzi che abbandonano la scuola perché le famiglie non possono pagare le rette…
I bambini sono lavoratori preziosi poiché, date le loro dimensioni, riescono a introdursi facilmente nei cunicoli sotterranei
Quest’ultimo aspetto tocca in particolare il nostro cuore di giovani studenti. In quelle miniere gigantesche, senza alcuna protezione, mettono a rischio la propria vita, cadendo a volte sotto le gallerie costruite in qualche modo, per non parlare delle malattie a cui sono esposti.
Metodi da far west!
Le pietre di coltan sono scintillanti e, una volta estratte, vengono ridotte in polvere, pulite con l’acqua e sistemate in sacchi. Questi poi sono accumulati provvisoriamente nei depositi di Bukavu e Goma, per poi diventare ‘proprietà’ specialmente del Ruanda! Dal Ruanda arrivano in America, Europa e Asia...
È un’ulteriore beffa subita dai poveri congolesi da parte del vicino Ruanda che vende il coltan come se fosse estratto nelle sue miniere. Da Bukavu o Goma, tutti i passaggi commerciali sono molto facili e senza rischi. Invece, i congolesi, veri padroni del coltan, sono condannati a metodi di estrazione e lavoro simili a quelli dei vecchi cercatori d’oro del farwest americano: scalpello e spranga di ferro, pale e martelli e… unghie.
Le conseguenze di tutto ciò sono davvero devastanti: boschi trasformati in pantani, ragazzi condannati all’ignoranza, diffusione di malattie, costituzione di gruppi armati, fuga da casa, padri di famiglia che lasciano moglie e figli, violenze.
Dicono che ogni chilo di coltan costa la vita di due bambini.







