Skip to main content
Condividi su

Sono tornato in Italia dal Brasile per continuare terapie e controlli, dopo aver interrotto la cura a causa del cancellamento dei voli per l’Italia dovuto al coronavirus. Il virus è arrivato in Brasile in un momento di crisi sociale, economica e politica senza precedenti e ha trovato un Paese senza le strutture sanitarie per assistere la popolazione, soprattutto quella povera e impoverita in forte aumento a causa delle politiche antisociali del governo attuale.

I numeri ufficiali dei decessi non corrispondono alla realtà, perché la quasi totalità delle morti tra la popolazione indigente è avvenuta in casa, senza un registro ufficiale. Se per la popolazione povera la situazione è tragica, la situazione per i popoli indigeni sta diventando drammatica. Il coronavirus è arrivato a dar man forte al governo, deciso a sbarazzarsi dei popoli indigeni. Già si parla di etnocidio. Le terre (riserve) degli indigeni, concentrate soprattutto nella regione amazzonica, sono ricche di ampie estensioni di terra coltivabile, di minerali, legname, biodiversità, acqua... Il Parlamento è disposto a dare tutto l’appoggio legale all’azione di un governo e di un presidente estremisti.

La maggioranza del parlamento è formata da gruppi "bancadas", che cominciano tutti con la lettera B. Il gruppo più forte e articolato è la B=Bue: latifondisti produttori di carne per l’esportazione, di soia, granoturco, canna da zucchero, cotone.... Il secondo gruppo è la B= Bala, ovvero pallottola: sono i militari che già occupano i posti chiave nell’attuale governo. Il terzo gruppo è la B=Bibbia: parlamentari protestanti evangelici e anche cattolici tradizionalisti che difendono a suon di Bibbia e tradizione lo slogan "Dio, Patria e Famiglia”.

Il potere economico-finanziario, militare e religioso, sono tutti schierati contro i popoli indigeni che non contano niente nel mercato e nel sistema neoliberista. "L’indio buono è l’indio morto", già dicevano gli inglesi del Nordamerica. Stiamo assistendo allo sterminio degli indios brasiliani (brasiliani non solo perché padroni e primi abitanti di queste terre, ma cittadini del Brasile attuali) su 3 fronti.

Il primo è l’attacco armato, con violenze e omicidi, in atto fin dall’arrivo dei primi portoghesi nelle terre dell’albero del Brazil. Dal 2003 al 2011, in Brasile sono stati assassinati 503 indios, dei quali 273 del popolo Guarany e Kaiovã. Si calcola che all’arrivo dei portoghesi ci fossero, sul territorio del Brasile, dai 5 ai 10 milioni di abitanti indigeni. Nel censimento del 2010 erano 817.900. Nel 1500 erano 900 popoli-etnie con 1.300 lingue, oggi sono 206 etnie con 170 lingue.

Il secondo fronte è la legislazione, totalmente contro il riconoscimento delle terre-riserve già legalizzate da anni e contro la regolarizzazione di nuove riserve già in via di legalizzazione. Per il resto "non un metro in più agli indios", dice l’attuale presidente Bolsonaro.

Il terzo fronte è l’entrata in territorio indigeno delle imprese di minerali e agroindustria che uccidono la vita nelle acque e nel suolo. E gli indios stanno a guardare o semplicemente seppelliscono i loro morti assassinati? La reazione, la resistenza e l’organizzazione dei vari popoli indigeni e l’appoggio della società civile, dentro e fuori dal Brasile, stanno crescendo.

Il governo sta criminalizzando i movimenti sociali con l’accusa che sarebbero contro il progresso e il bene del Brasile. Infatti, stanno aumentando anche le uccisioni e i massacri dei difensori dei diritti umani e dei diritti dei popoli indigeni, riconosciuti nella Costituzione Brasiliana del 1978. Stiamo assistendo anche a fenomeni nuovi fra gli indios. Interi gruppi stanno abbandonando i villaggi nelle riserve per ritornare a vivere nella foresta, lontano e al sicuro dai "bianchi" (fino a quando?). Sono chiamati "indios isolados" che si aggiungono ad altri gruppi che vivono isolati volontariamente e che non hanno mai avuto e voluto alcun contatto con i bianchi. Si registra un numero crescente di suicidi tra gli indios, soprattutto giovani, che, sradicati dal loro habitat e minacciati, non vedono nessun futuro davanti a loro.

E il coronavirus è arrivato per completare questo quadro di etnocidio. I decessi aumentano, non perché gli indios sono "poveri", ma perché non hanno gli antivirus e il sistema immunitario contro le malattie dei bianchi. E così il cerchio si chiude. Spagnoli e portoghesi, arrivando in America Latina, hanno ucciso non solo con spade o armi da fuoco, ma soprattutto con morbi e malattie dei "conquistatori" (vaiolo, tbc e altro), diffuse volontariamente come armi micidiali per popoli senza difese.

Paulinho Paiakan, vittima del Covid-19
rmg capo indigeno Paulinho Paiakan AfpNiente e nessuno era riuscito a piegarlo. I cercatori d’oro illegali, i taglialegna, la polizia, il governo. Nemmeno la giustizia e la condanna per uno stupro che ha sempre negato. Ci è riuscito il Covid 19. Dopo dieci giorni di sofferenze e malattia, muore Paulinho Paiakan, capo della tribù Caiapó Bep’kororoti, figura carismatica nell’Amazzonia indigena, leader amato e rispettato dalla folta comunità dei nativi brasiliani, protagonista di mille battaglie, artefice della Carta Costituzionale che nel 1988 ha sancito il diritto alla terra per 900 mila indigeni delle 240 tribù presenti in Brasile.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2353.52 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Agosto/settembre 2018
Con i mesi estivi anche il nostro giornale va un po’ in vacanza. A settembre, a Brescia, è programmato l’incontro dei redattori delle 19 edizioni reg…
Edizione di Marzo 2016
Ho dato da lavare la veste liturgica che ho portato con me dall’Italia. Vedendola, Mirta vuole farmene una in regalo, ma con stoffa colorata. Speravo…
Edizione di Settembre 1999
Solidarietà? Sì, grazie! Vanno rapidamente assottigliandosi i giorni che ci separano dal fatidico Terzo Millennio; una scadenza che con il tempo ha…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito