I saveriani in Camerun raccontano la visita del Papa
La prima visita di Benedetto XVI all'Africa - in Camerun e in Angola - è stato un grande evento per le popolazioni delle due nazioni e di tutto il continente nero. Ha fatto bene a loro, e ha fatto bene al Papa, che si è sentito circondato da solidarietà e affetto, in un clima di festa ed esultanza.
È stato anche un evento mediatico a livello mondiale. Le polemiche strumentali sull'uso dei preservativi hanno purtroppo deviato l'attenzione dal vero messaggio che il Papa ha trasmesso con ferma chiarezza all'Africa e al mondo occidentale. Altro motivo del viaggio è stata la consegna dell'Instrumentum laboris alle Conferenze episcopali africane, in vista della prossima Assemblea speciale del sinodo dei vescovi, dedicato all'Africa, e programmato dal 4 al 25 ottobre a Roma.
Una parte di questo importante viaggio è stata seguita per noi da alcuni corrispondenti speciali: i saveriani che in Camerun studiano e lavorano. A loro ci siamo affidati per raccontare le emozioni e le aspettative, le celebrazioni e gli eventi, la cronaca di quelle giornate piene di discorsi e incontri. L'invito è stato raccolto dagli studenti saveriani di teologia che hanno ben interpretato il ruolo di reporter, guidati dall'attenta regia del loro rettore, p. Paolo Tovo.
Li ringraziamo perché ci hanno permesso di vedere i fatti da una prospettiva diversa rispetto a come ci sono stati raccontati dai principali mass media. L'impressione è quella di essere stati insieme a loro durante la visita del Papa in Camerun, quasi una diretta televisiva tutta... saveriana.







