Dall’Africa al mondo, la voce di papa Francesco
Il mondo guarda all’Africa come al continente della speranza. Lo dice papa Francesco, e condividiamo anche noi. Nonostante i tormenti che questa terra vive, guardiamo alla vitalità delle popolazioni, alla loro volontà di non arrendersi, anche quando c’è tutto da perdere e la paura mozza le lingue...
Pace e riconciliazione sono le parole-chiave che accomunano il racconto di p. Mario Pulcini, saveriano bergamasco, missionario da molti anni in Burundi, e le parole di papa Francesco nel suo viaggio in Kenya, Uganda e Centrafrica (26-30 novembre 2015). C’è una linea di continuità tra la testimonianza di un missionario e gli incontri del papa.
E laddove il pontefice “va a braccio”, il messaggio si fa più incisivo, diretto e coinvolgente.
È il caso dei dialoghi con i giovani, quando il botta e risposta diventa intenso, commovente, sincero come quello di un papà, di un nonno che dispensa consigli, con forza, determinazione e gesti simbolici. Per qualche giorno l’Africa è diventata “il centro” del pianeta. Da qui il papa ha parlato al mondo intero, perché tutti siamo responsabili di tutti, nel male e nel bene.
I saveriani non lavorano nelle nazioni visitate dal papa nel suo viaggio africano, ma le situazioni sono comuni anche in Congo, Sierra Leone, Camerun, Ciad, Mozambico o Burundi, come descritto da p. Mario.
Terre fecondate dal sangue di migliaia di martiri troppo facilmente dimenticati.
Su questa porzione fondamentale di mondo, possa essere disteso il manto della misericordia, e non del pietismo, vera sfida per ciascuno di noi, africano o europeo, in questo anno giubilare.
Buon cammino!








