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I più bei fiori di loto nascono negli stagni dai fondali melmosi

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I più grandi atti di amore si radicano nelle situazioni più difficili o sbocciano da contesti umani fallimentari, addirittura disperati. Il Bangladesh è diventato presso l'opinione pubblica l'emblema delle catastrofi naturali; ma recentemente, grazie ad una conversazione e ai contatti informali con fratel Giovanni Gamba, venuto in Italia dal Bangladesh per il suo meritato riposo, abbiamo scoperto che anche tra le grandi calamità e disgrazie di quella terra, gemme e germogli trovano spazio e condizioni giuste per fiorire e crescere.

Una di queste gemme nate tra gli acquitrini della città di Khulna è la Scuola Tecnica gestita appunto da fratel Giovanni, un saveriano nato, cresciuto e formatosi nella comunità cristiana di Sforzatica, Dalmine. È da più di 20 anni che la Scuola Tecnica di Khulna svolge regolarmente la sua attività, e sono circa 500 i giovani che hanno intrapreso i corsi e ricevuto i rispettivi diplomi. La maggior parte di essi hanno intrapreso un'attività dignitosa; alcuni lavorano addirittura all'estero remunerati c9n, ottimi stipendi.

La scuola tecnica

Fratel Gamba, nel suo solito modo amichevole e nel contempo riservato, così continua a parlarci della sua scuola: "Ora, grazie a tanti benefattori, possiamo vantarci di avere una buona struttura e istruttori locali, abbastanza preparati. La scuola dispone di buon materiale didattico e di una discreta attrezzatura, con macchine utensili che gli studenti possono avere a loro disposizione durante i corsi.

Da qualche anno stiamo dando ad ogni studente 10 take (l'equivalente di 400 lire) per ogni giorno di presenza alla scuola, per andare incontro ai genitori dello studente che si privano del prezioso aiuto del figlio nel faticoso lavoro nei campi o in quegli espedienti quotidiani di sopravvivenza diventati ormai un costume in tutto il Bangladesh.

La maggior parte dei nostri studenti abitano o, è meglio dire, sono accampati nella città di Khulna. I loro genitori hanno lasciato il villaggio per la città in cerca di "fortuna" con la speranza prima o poi di trovare un mestiere. In attesa di un "miracolo" che sarebbe la possibilità di un lavoro stabile, vivono a giornata; sono persone pronte a far qualsiasi lavoro pur di guadagnare qualche cosa. Con l'inizio di quest'anno, gennaio 1998, a 50 studenti diamo un pasto al giorno oltre a 10 take. Molti studenti arrivano alla scuola senza aver fatto colazione e ci devono rimanere fino alle ore 5 di sera. Ci sono delle interruzioni durante la giornata, ma non sufficientemente lunghe da permetter e di allontanarsi · dalla scuola.

In Bangladesh l'anno scolastico inizia il 1 ° di gennaio e termina il 31 dicembre. Con l'inizio dell'anno scolastico anche noi diamo ai giovani bengalesi, dopo un previo esame di ammissione, la possibilità di iscriversi ad uno dei corsi. Tuttavia, per poter sfruttare meglio le attrezzature della scuola, nel mese di aprile, diamo l'opportunità ai ragazzi dai 12 ai 14 anni di imparare un mestiere.

Spesso sono ragazzi che, per diversi motivi, non hanno avuto la possibilità di studiare. Habibur Rohoman era uno studente di questi nella nostra scuola. Il 15 aprile del 1997 era stato assunto per un corso di saldatura della durata di 9 mesi. Giovanni Gargano, un nostro studente italiano di teologia, che durante il suo anno di tirocinio in missione mi sostituì alcuni mesi nella scuola, aveva inizialmente accolto Habibur e al mio rientro mi lasciò una nota che diceva: "Habibur Rohoman è stato iscritto dalla mamma.

Ho conosciuto poi il ragazzo e ho costatato che è molto intelligente, molto bravo in lingua bengalese e in matematica. È un ragazzo che non crea problemi, lavora molto bene ed è interessato al lavoro tecnico. È un ottimo elemento da far continuare alla scuola tecnica o da iscrivere addirittura nella scuola ordinaria fino al diploma della classe decima. Non conosco però le condizioni economiche della famiglia".

La nota lasciatami da Gargano era esatta. Avevo avuto infatti il ragazzo come studente da maggio fino a dicembre con grande mia soddisfazione. A corso ultimato mi proposi di fare un discorsino ai suoi genitori che di fatto feci, più o meno in questi termini: "Voi genitori vi impegnate a iscrivere vostro figlio alla classe sesta per portarlo fino alla decima e noi ci impegnarne a dare al ragazzo la possibilità di frequentare la nostra scuola così che possa imparare pure un mestiere".

Un lavoro per domani

La mia intenzione era quella di dare al ragazzo la possibilità di frequentare i corsi regolari e di insegnargli nel contempo un mestiere. Con le 10 take che gli avrei dato nei giorni di presenza, Habibur avrebbe potuto comprare i libri necessari per gli studi e anche per sostenere in parte la famiglia. La risposta che ebbi poi dai genitori fu per me come una doccia fredda. Mi dissero: "Non possiamo accettare la tua proposta perché abbiamo bisogno che nostro figlio porti a casa uno stipendio il più presto possibile per aiutare noi che non riusciamo più a vivere".

Pur avendo avuto quella risposta continuavo ancora a sperare in un loro ripensamento ma non si è avverato. Dopo un pò di tempo, andando in città mi imbattei casualmente proprio con Habibur e lo pregai di venire alla scuola il mattino dopo per fare una chiacchierata, ma mi rispose che stava già lavorando in un garage e prima delle quattro del pomeriggio non lo lasciavano andare via. Habibur è un ragazzo "mingherlino" e ha solo 12 anni.

Potete capire quanto sono dispiaciuto nel constatare come Habibur abbia perso la più grande- opportunità della sua vita a causa dei suoi genitori".

Quest'ultimo rammarico di fratel Giovanni Gamba non toglie nulla alla splendida testimonianza del suo fedele impegno in Bangladesh. Gli esiti positivi e consolanti del suo lavoro sono già descritti sopra e ne siamo tutti lieti e grati a lui e a chi lo ha preceduto come fratel Sandro Tasca di Brembate Sotto che vedete nella foto qui sopra. Fratel Sandro ha diretto per lunghi anni la scuola tecnica di Khulna; ora è addetto alla Procura Generale di Parma che serve tutte le missioni saveriane del mondo.

Il cuore di fratel Sandro pulsa sempre verso la sua Khulna che tanto ha amato e manifesta il suo rammarico: quello che nessun bravo giovane . ( o meno giovane) lo vada a rimpiazzare in Bangladesh o vada almeno a dare una mano a fratel Gamba nel suo lavoro che esige personale sempre più qualificato per condurre la sua Scuola Tecnica in modo professionale come i tempi attuali vogliono. Ci rendiamo interpreti di questi desideri facendoveli conoscere e facciamo anticipatamente gli auguri di buon lavoro a coloro che li attueranno.

p. Francesco Bradanini


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