I "lineamenta": Chiesa d'Africa e riconciliazione
A servizio della riconciliazione - Due anni per prepararsi all'assemblea
La Segreteria generale del Sinodo dei vescovi ha pubblicato, il 27 giugno 2006, il volumetto dei "lineamenta" per la 2a Assemblea speciale per l'Africa. Porta il titolo, "La chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace". Si tratta di una proposta iniziale su cui riflettere e avviare un confronto.
Le osservazioni aiuteranno a precisare, approfondire, correggere, completare queste pagine, fino a trasformarsi in "instrumentum laboris", un documento di lavoro, adatto ad essere preso in considerazione dai "padri sinodali", i partecipanti al Sinodo. Siamo quindi al primo livello di preparazione, in cui tutti i cristiani sono chiamati a dare il loro contributo.
I lineamenta sono stati preparati dal Consiglio speciale per l'Africa, un piccolo gruppo di 12 persone, nominate durante il 1o Sinodo.
Un po' di storia recente
La prima Assemblea per l'Africa si è svolta dal 10 aprile all'8 maggio 1994. Aveva come tema, "La chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'anno 200". Si ispirava alla parola di Gesù, "Mi sarete testimoni" (Atti 1,8). Frutto di quel Sinodo è stata l'esortazione apostolica "Ecclesia in Africa", promulgata da papa Wojtyla il 14 settembre 1995 a Yaoundé, in Camerun.
Dieci anni dopo, lo stesso papa Wojtyla aveva avuto l'intuito profetico di pensare a un secondo Sinodo: "L'eccezionale crescita della chiesa in Africa, il rapido ricambio dei vescovi, le nuove sfide che il continente deve affrontare, esigono risposte che diano nuovo vigore e speranza a questo continente in difficoltà" (15.06.'04). Un anno dopo (22.06.'05), papa Benedetto XVI ha confermato il progetto di convocare la seconda Assemblea, con tre obiettivi: dare un nuovo impulso all'evangelizzazione; consolidare la crescita della chiesa; promuovere la riconciliazione e la pace.
Così è iniziata la fase di preparazione, che sarà abbastanza lunga. Le chiese d'Africa sono ora invitate a fare una verifica su ciò che è stato fatto nell'ultimo decennio, a inpiduare ciò che resta ancora da fare e a riflettere sugli aspetti da approfondire durante il prossimo Sinodo.
Un questionario con 32 domande
Per compiere questo grande sforzo di riflessione che coinvolge tutto il continente Africa, i lineamenta contengono un questionario con 32 domande. Queste saranno discusse a livello di comunità, di parrocchie, di diocesi e di Conferenze episcopali. Le informazioni e le proposte saranno poi approfondite durante l'Assemblea sinodale.
In questa fase preparatoria, le chiese africane avranno 2 anni di tempo. Dovranno far pervenire in Vaticano le loro risposte entro novembre 2008. Con tutto questo immenso materiale davanti, la Segreteria del Sinodo preparerà il testo del "documento di lavoro", che sarà la base di discussione del Sinodo stesso. L'Assemblea quindi sarà celebrata durante il 2009, probabilmente non prima dell'inizio dell'estate.
È giusto che la preparazione dell'evento sia così lunga, perché è proprio in questa fase che le comunità cristiane hanno l'opportunità di riflettere sulla situazione, di rafforzare la propria consapevolezza, di pensare alla propria responsabilità missionaria e, infine, di disporsi ad accogliere con animo aperto quanto il Sinodo donerà loro nella comunione ecclesiale.
Una breve presentazione dei contenuti
In lineamenta ci sono cinque capitoli su cinque temi che, tuttavia, non sono trattati in modo equilibrato tra loro. I più lunghi sono il capitolo primo sulla situazione dell'Africa, e il capitolo quarto sulla testimonianza della chiesa africana. Una breve presentazione, per avere un'idea del documento.
1. L'Africa all'alba del XXI secolo. Descrive in modo abbastanza particolareggiato lo "stato di salute" del continente, con i numerosi aspetti positivi e negativi, con le sue enormi potenzialità e debolezze. Prospetta anche alcune priorità urgenti per affrontare gravi situazioni "scandalose" che si verificano nel settore politico, economico e culturale dell'Africa. Esamina anche la situazione religiosa, i rapporti tra cristianesimo e islam e con la religione tradizionale, e afferma che "non ci sarà pace senza collaborazione tra seguaci delle varie religioni".
2. Cristo riconciliatore, giustizia e pace. È il capitolo più breve, che attende ulteriori sviluppi, ma pone le basi per inculturare il vangelo nei contesti africani. Il vangelo illumina la complessa realtà africana, orientando la chiesa a promuovere riconciliazione, pace e giustizia, in modo che Cristo penti Salvatore dell'umanità che oggi vive in Africa.
3. La chiesa, sacramento di riconciliazione, giustizia e pace. La chiesa deve svolgere il ruolo profetico della riconciliazione nel continente lacerato da guerre e da inimicizie, proprio perché raduna in sé tutti i popoli per una convivenza fraterna. In tanti Paesi, solo la chiesa ha l'autorevolezza per svolgere questo ruolo a beneficio di tutta la società. Sulla base della dottrina sociale della chiesa, l'Africa è invitata a vincere tre "tentazioni": la lotta contro la fame non è una magia; la politica degli "stregoni" senza amore, che si sbarazzano dell'uomo; le illusioni di una economia senza giustizia.
4. La testimonianza della chiesa. È il capitolo più lungo e contiene indicazioni altamente strategiche: il ruolo dei vescovi, all'interno della diocesi e della nazione; il lavoro delle commissioni di giustizia e pace"; l'impegno dei sacerdoti e dei religiosi; la missione dei laici, esperti del mondo. Si chiede un'attenzione speciale contro il "virus" mortale della discriminazione; allo sforzo del perdono per purificare la memoria e iniziare il cammino di pace; alla dimensione terapeutica della riconciliazione a tutti i livelli, anche politico, economico e culturale; al traffico di armi per la violenza e lo sfruttamento.
5. Le risorse spirituali per promuovere la pace. La migliore risorsa è lo "stile di vita" del cristiano africano, che si impegna nel "lavoro ben fatto", creando un clima fortemente familiare e comunitario. In questa direzione, si riconosce l'importanza e l'efficacia delle "comunità ecclesiali vive" - così vengono chiamate le "comunità di base" in Africa.








