Un invito sempre valido, Al mio caro ''vecio''… 40 anni dopo
Padre Mario Diotto, della comunità saveriana di Zelarino, il 12 ottobre ha festeggiato il 40° di sacerdozio. Quindici anni fa, per il 25° d'ordinazione, aveva scritto una bella lettera al papà. In questi tempi in cui anche i rapporti tra padre e figli non sono sempre ben decifrabili, i versi di p. Mario sono una dimostrazione sincera d'amore per i propri genitori. La pubblichiamo volentieri perché le sue parole ci sembrano tanto utili e attuali.
Con i profumi di casa, la primavera del tempo
Caro papà, dalla missione di Baraka, in Congo, ti mando questo mio messaggio: Ti invito alla festa del mio giubileo sacerdotale, che si terrà sulle rive del lago Tanganika il 12 ottobre 1994.
Vieni solo, senza valigie e senza macchine fotografiche, senza croci e senza rosari. L'Africa ha già le sue croci e i suoi rosari. Vieni con la tua fede di uomo semplice, con la tua speranza di pellegrino, con la tua carità di uomo povero. Se proprio ci tieni a farmi un regalo, vieni con i profumi di casa nostra: una bottiglia del tuo vino e un salame di Santa Maria.
Sarà una festa meravigliosa, con la partecipazione di tanti bambini, con il canto della mia fisarmonica e la dolce presenza dei tuoi ricordi. Saranno presenti anche mamma Caterina e sorella Virginia, in un modo diverso e con volti diversi. Saranno accanto a noi, come lo sono sempre state in questi miei dodici anni di Africa.
Il Tanganika ti accoglierà con tutti i suoi colori e la tua presenza di papà mi farà sentire ancora più bambino, smarrito nel tempo dei miei venticinque anni di ministero sacerdotale. Mano nella mano, ti riporterò nella primavera della mia chiamata.
Ti ricorderò così, con i versi di p. Turoldo: «Seduto davanti alla soglia di casa mia, mentre mia madre attingeva acqua dal pozzo, il vecchio mio mi parlò così:
"Figlio, è giunta l'ora, vai per la tua strada, ricordati di casa tua, di me e di tua madre"».








